Pass anche ai mortiNuova stretta del Comune

Pass anche ai mortiNuova stretta del Comune

VARESE Nuova stretta sui pass nella città giardino. Lo ha annunciato l’assessore alla polizia locale Fabio D’Aula: «Abbiamo già iniziato un’attività di sensibilizzazione e dissuasione dall’uso improprio sia dei permessi per gli invalidi che di quelli per la libera circolazione e sosta, ora intensificheremo i controlli in giro per la città». Nel frattempo l’assessorato

si è preoccupato di migliorare quanto possibile la comunicazione con la cittadinanza in modo da chiarire, se mai qualcuno fosse rimasto con le idee confuse circa la correttezza nell’utilizzo di tali strumenti, le principali situazioni che ne giustificano l’impiego e un elenco preciso dei diritti e doveri che comporta il semplice possesso del pass.

«A partire dai prossimi giorni – spiega D’Aula – all’atto del rilascio del permesso sarà consegnato al richiedente un volantino informativo. Ricordo a tutti che è indispensabile conservare il proprio premesso e non prestarlo a nessuno”. Ed ecco le sanzioni in caso di trasgressione, previste dal codice della strada e ricordate dall’amministratore varesino: da 38 a 311 euro la sanzione amministrativa, variabile a seconda del tipo di violazione commessa, e annesso ritiro del permesso stesso. «Temo che dare un volantino che spieghi come usare il pass sia la cosa più inutile che si possa fare – commenta il segretario cittadino del Pd Roberto Molinari – quando uno lo riceve, che sia l’invalido stesso o un parente che lo porta in giro, sa benissimo cosa può e non può farci. Il problema è quando una persona sa di usarlo illecitamente e continua a farlo». Per questo, secondo Molinari, non c’è che una soluzione: controlli serrati e dettagliati, quando serve. Quelli annunciati dallo stesso assessorato. «Speriamo in una svolta, ma per iniziare basterebbe un’operazione semplicissima che si può fare a tavolino con un semplice clic al computer davanti al database dell’anagrafe comunale. Si sa che queste persone purtroppo non vivono a lungo, mentre i permessi sono quinquennali e spesso vengono usati a oltranza dai parenti: se si incrociano i dati dei pass con quelli dell’anagrafe in trenta secondi sapremo chi è vivo e chi è morto e dunque non ha più bisogno di alcun permesso».

La scusa principale sfruttata da chi invece è parente di un titolare del pass ancora in vita, tanto per cambiare, è che stava andando a prendere l’invalido da qualche parte, in centro città. «I vigili possono fare una cosa sola per controllare davvero queste persone: verificare se è vero quello che dicono, anche seguendoli, se è il caso. Ne conosco qualcuno: sono quelli che portano il nonno a fare una visita una volta all’anno e per gli altri 364 giorni abusano del pass».

«Partiamo da un concetto molto semplice – sottolinea Alessio Nicoletti – il fatto di aver comunicato una stretta significa che l’amministrazione ha preso coscienza che c’è un problema, e in effetti esiste se in una città di 83 mila abitanti abbiamo 4 mila invalidi. La tolleranza zero però ci vuole immediatamente: non si può andare avanti a fare una politica di dissuasione quando c’è un comportamento che indica totale mancanza di educazione e moralità». Occupare uno spazio destinato agli invalidi quando invalidi non si è, per Nicoletti, è ben più grave del solito divieto di sosta.
Francesca Manfredi

s.bartolini

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