Pavoletti uomo da Varese Viene da sotto e non tradisce

Sapete perché vogliamo Pavoletti con tutte le nostre forze? Lo vogliamo perché lui sta lottando per tenersi addosso la maglia del Sassuolo. Sta facendo quello che vorremmo facesse ogni giocatore diventato grande con il Varese, che di fronte alla possibilità di andare da un’altra parte (a guadagnare meglio, oppure a giocare di più, oppure a salire di categoria) si rifiuta di abbandonare chi l’ha portato fin lì.

Pavoletti è un uomo da Varese perché viene dal basso ed è abituato a credere ai sogni impossibili, Pavoletti è un uomo da Varese perché ha trascinato le sue squadre a due promozioni in due anni, Pavoletti è un uomo da Varese perché non fa i gol: cerca i gol. Lo vogliamo qui perché raramente abbiamo visto Mauro Milanese così convinto di un giocatore, lo vogliamo qui perché siamo andati su internet a riguardarci la sua rete nella finale playoff di C1 contro il Trapani e abbiamo capito che a questa squadra manca (e, diciamocelo, probabilmente è sempre mancato) uno che segna gol così in partite così.

Abbiamo pensato molto in questi giorni alle parole che diremmo a Pavoletti per convincerlo ad accettare il Varese, se fossimo nei panni del presidente Laurenza. Diremmo così: «Leonardo, fidati e vieni da noi: nel giro di qualche giorno imparerai a guardarci come una famiglia, e in un attimo ti accorgerai di non essere mai stato amato così tanto. I quattromila del Franco Ossola non saranno tantissimi, ma sono speciali: sanno soffiare sul pallone per spingerlo dove deve andare, quando a rincorrerlo c’è qualcuno capace di mettere il cuore davanti a ogni cosa».

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