Ivan Santaromita è già a Belfast, carico a molla per il Giro d’Italia: 30 anni compiuti lo scorso 30 aprile, quest’anno sarà per lui la prima esperienza da leader, dopo anni come gregario. Una squadra forte alle spalle, la Orica Green Edge, di cui lui è l’unico componente italiano, e tanta tanta voglia di stupire a partire già da venerdì.
Bene, mi sono preparato al meglio e mi sono allenato duramente per mesi.
Penso di partire già con una buona condizione, e punto ad arrivare al top per l’ultima settimana con le tappe più dure che decide tutto.
Solitamente entro in condizione molto in fretta, non ho problemi di questo tipo. Proprio per questo ho deciso di correre meno, per evitare di arrivare al top troppo presto. Ho corso due gare lunghe come la Freccia Vallone e la Liegi, confrontandomi con i migliori del mondo. Sono andato abbastanza bene, alla Liegi fino a 5 km dal traguardo ero con i migliori.
Il primo è assolutamente la cronosquadre di venerdì. Abbiamo una squadra molto forte a cronometro, e partire con il colpo di pedale giusto sarebbe ottimo. Ancora non abbiamo deciso chi passerà per primo sul traguardo. Poi valuteremo giorno per giorno in base alla condizione e a quello che potremo fare.
Parto per fare classifica, e vestire la maglia rosa per qualche giorno sarebbe un sogno che si avvera. Ci punterò fin dalla cronosquadre, spero di riuscirci. L’importante è arrivare al top alla terza settimana, poi tutto può succedere, proverò a giocarmela.
Speriamo di vincere la cronosquadre già venerdì, poi ovviamente tutte le tappe della terza settimana sono allettanti. Ci sono parecchi arrivi in salita molto duri, spero di avere la condizione giusta per cercare di vincere.
Credo che in due siano un gradino sopra gli altri, e sono Quintana e Purito Rodriguez. Possono benissimo dire la loro per il podio Evans, Scarponi, Cunego, Basso. Tutti uomini che valgono tranquillamente i primi 5 posti della generale. Personalmente sarei soddisfatto di concludere nei primi dieci, essendo la mia prima esperienza da capitano.
Sicuramente è per me un’esperienza diversa, ho sempre corso i grandi giri in supporto di un grande capitano. Sono curioso di capire dove posso arrivare, ma allo stesso tempo sono tranquillo perché so di aver fatto tutto il possibile per arrivare in forma a questo Giro d’Italia.
Per Eugenio sarà un’esperienza bellissima, il primo grande Giro. Per un italiano partecipare a questa corsa è il massimo. Mentre Ivan è un diesel, so che non è andato come previsto fino ad ora. Sono certo che nell’ultima settimana lo vedremo a battagliare nelle prime posizioni, dove spero di esserci anche io.
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