«Pedemontana è pronta. Apriamola»

«Pedemontana è pronta. Apriamola»

«Pedemontana, la prima tratta è pronta: apriamola. Con le prime automobili arriverà anche un po’ di fiducia».

Altro che defiscalizzazione e Cipe, il presidente del Consiglio regionale, coordinatore provinciale di Ncd e tra le “menti” dell’autostrada Busto-Dalmine, vorrebbe già vedere le prime automobili in marcia sulla prima tratta, Cassano Magnago-Lomazzo, della nuova A36.

«Mi rivolgo agli uccelli del malaugurio che si affollano intorno a Pedemontana e che non vedono l’ora di poter dire che è destinata al fallimento, pur sapendo che sono loro destinati ad essere scacciati via dai fatti» le parole chiare di Cattaneo.

«Vorrei innanzitutto ricordare che Pedemontana si farà, anzi che per una parte si è già fatta, la prima tratta ultimata e il primo lotto della Tangenziale di Varese prossimo ad essere completato» prosegue.

«Piuttosto mi piacerebbe sapere perché un pezzo di autostrada, già pronto per essere fruibile dalle automobili, rimanga ancora chiuso, quando invece potrebbe essere già inaugurato e aperto al traffico».

Ad oggi infatti si parla di problematiche legate ai collaudi per giustificare la mancata apertura della tratta A, quella tra Cassano Magnago e Lomazzo, che è già stata ultimata: «Chi ha esperienza in questo campo, e io un po’ penso di averne, sa che sono “balle” – non usa mezzi termini l’ex assessore alle Infrastrutture – se si volesse aprire al traffico, ci sarebbero le condizioni per farlo, forzando la mano per ridurre i tempi tecnici».

«La realtà, a quanto pare, è che non è pronto il meccanismo di esazione “free flow” (pedaggiamento automatico senza caselli, ndr), ma se l’autostrada è pronta mentre la società non è pronta a riscuotere i pedaggi, buon senso vorrebbe che si apra al traffico un’autostrada che serve ai cittadini».

«Così nel contempo il concessionario sarebbe incentivato a sbrigarsi a mettere a punto il pedaggiamento, mentre si consentirebbe ai fruitori di cominciare ad usare l’autostrada e apprezzarne i vantaggi».

Così facendo, secondo Raffaele Cattaneo, «cominciando a percorrere i primi chilometri si darebbe un’iniezione di fiducia, più convincente di mille parole, anche in vista del completamento dell’infrastruttura».

Che già «ci ha messo un po’ di più del previsto» per essere realizzata. Da questo punto di vista, per il presidente del Consiglio regionale è un aspetto anche più importante della defiscalizzazione da parte del Cipe, di cui tanto si parla in questi giorni e su cui il governatore non risparmia appelli da settimane. «Maroni fa bene a spingere, ma facciamo chiarezza su questo punto – sostiene Cattaneo – Pedemontana è un’opera che è stata approvata con un piano economico-finanziario in equilibrio, e non necessita di alcuna defiscalizzazione per essere realizzata».

« L’idea che senza una forma di sussidio, come quella che è sul tavolo del Cipe, non possa essere completata non risponde ai contratti firmati dalla società Pedemontana e dai suoi autorevoli soci». In sostanza, l’opera «allo stato attuale deve andare avanti anche senza defiscalizzazione. Condivido anch’io che è una buona cosa e che un aiuto fiscale ha senso visto che lo scenario in questi anni è cambiato notevolmente, ma non si strumentalizzi questa cosa: non è vero che senza defiscalizzazione non si può fare Pedemontana, perché gli impegni contrattuale cogenti sottoscritti dicono altro». Impegni che, per l’esponente di Ncd, «vanno fatti rispettare, perché il compito del pubblico non è quello di correre dietro alle pressioni delle imprese».

Anche se in questo caso ad essere in difficoltà non è un privato qualsiasi, ma una società come Apl che è per quasi l’80% di proprietà di Serravalle, società a sua volta di proprietà della provincia di Milano, e tra poco della stessa Regione Lombardia per effetto della legge Delrio (“svuota-province”). Con il rischio che si crei «un oggettivo conflitto di interessi tra concedente e concessionario, prima distinti tra Regione e Provincia e domani tutti in Regione. Ma sono convinto che ci sono le risorse e le capacità per affrontare questa situazione».

In sintesi, Cattaneo rispetto a questa vicenda si aspetterebbe «un po’ meno polemiche strumentali, un po’ più di serietà nel fare la propria parte e un po’ più di regia pubblica con adeguato polso, per tenere tutti sulla corda, la società in particolare, nel rispettare gli impegni presi».

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