Pedullà elimina mister Sottili «La dirigenza ha scelto: Gautieri»

«Il tempo di Sottili è finito. Non lo dico io: lo dice il comportamento della dirigenza del Varese».

Parola di Alfredo Pedullà, esperto di mercato: mentre esce il suo libro “Te lo do io lo scoop” (sfiziosa antologia di aneddoti del calciomercato scritta con Xavier Jacobelli: editore Imprimatur, si trova in libreria e in formato ebook), si sbilancia sul destino del tecnico toscano.

«Questo è il momento della coerenza – continua il popolare giornalista – Il Varese ha contattato e incontrato un altro allenatore, cioè Gautieri, nei giorni precedenti la partita con il Crotone: significa che la scelta è già stata fatta».

Quindi «sarebbe un clamoroso errore, a questo punto, non mettere nero su bianco con Gautieri e continuare con Sottili, mister di fatto delegittimato e per il quale è pronta l’alternativa. Ho sempre stimato il Varese per come ha condotto queste belle stagioni prima in Lega Pro e poi in serie B, centrando più o meno ogni volta gli obiettivi: troverei quantomeno bizzarro se stavolta rimanesse nell’impasse. I discorsi legati alla panchina sono particolari, vanno affrontati e risolti subito».

E aggiunge una postilla: «Io non so se lo spogliatoio sta o no con Sottili. Ma se c’è la fronda è bene cambiare, e se la fronda non c’è è comunque pericoloso aspettare che la squadra, consapevole o meno, faccia scattare la ghigliottina. Sottili è sfiduciato, e la storia dice che in questi casi ogni minuto perso è un salto nel buio».

Un film già visto l’anno scorso, con Castori mandato al massacro: «Sì, ma lì la situazione era diversa: il tracollo era venuto in primavera e, comunque, non c’era mai stata una vera alternativa praticabile».

L’alternativa attuale, cioè Carmine Gautieri, è però partita col piede sbagliato: «Poteva risparmiarsi di assistere a Lanciano-Varese in un momento così delicato. Vero che giocava in casa, perché a Lanciano si è rivelato e lo adorano: tuttavia c’erano altre venti occasioni casalinghe e 41 partite di campionato, anticipi e posticipi compresi, per andare a vedere la sua ex squadra. L’ho trovata una mossa diplomatica infelice nei confronti di un collega».

Tolto il sassolino, resta il discorso base: «Il momento giusto per cambiare allenatore è questo. Dare a Sottili i classici sette giorni e aspettare l’esito della partita col Cittadella vorrebbe dire andare incontro a una settimana surreale, piena di parole ipocrite da accostare a fatti che ormai dicono il contrario».

Senza contare il rischio di perderlo: «Se si ha Gautieri in pugno, è bene bloccarlo. Dopo aver lasciato il Bari ha detto no al Latina, alla Juve Stabia, al Brescia per il quale era una primissima scelta: ha mercato, non resterà a spasso a lungo».

E Sottili? «Fossi in lui mi arrabbierei molto, perché non è bello sapere che i tuoi datori di lavoro hanno parlato con altri pronti a prendere il tuo posto. Situazione comunque frequente nella vita di un tecnico: lo stesso Sottili saprà come affrontarla. Comunque, lui è nella condizione di continuare facendo finta di niente: la società no, non può più far finta di nulla».

Gautieri sia, allora? «Secondo me, tra tutti gli allenatori liberi, è quello più “da Varese”. Perchè sa come rilanciare giocatori un po’ giù, e pratica moduli adatti all’abbondanza di elementi offensivi. Penso naturalmente a Pavoletti, che ha battezzato proprio lui a Lanciano, e a Neto, ma anche a Bjelanovic e a tutti gli altri attaccanti della rosa biancorossa. Faccia il 4-2-3-1 o il 4-3-3, è perfetto per sfruttare a dovere le caratteristiche dei giocatori del varese».

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