VARESE Con la nuova manovra economica, la rendita dei piccoli investimenti in titoli di Stato viene quasi del tutto mangiata dall’aumento del 400% del bollo dovuto per ogni deposito titoli. Un balzello che passa dai 34,20 euro attuali a 120 euro, e poi dal 2013, costerà addirittura 150 euro. Colpite da questa manovra saranno in pratica tutte le 372mila famiglie della provincia di Varese dato che, in media, un correntista su due possiede un deposito titoli.Ancora una volta però il prezzo più alto lo pagheranno i piccoli risparmiatori, in prevalenza pensionati e lavoratori dipendenti, quelli che hanno cifre modeste da investire e preferiscono formule semplici a capitale garantito come i titoli di Stato: oggi ad esempio un bot da 10mila euro garantisce, al netto delle tasse, un utile di circa 152 euro, ma dopo la riforma lo stesso investimento porterà un rendimento di appena 66 euro destinato a scendere ulteriormente a 36 euro dal 2013. Significa che la nuova tassazione riduce il rendimento del bot del 76%. Trattandosi dell’effetto di una tassa fissa (il bollo per ogni deposito titoli) gli effetti sono proporzionalmente meno incisivi su investimenti maggiori: su 25 mila euro di bot, ad esempio, si passa da 432 euro di rendimento a 316 (-26,8%), mentre risale per investimenti superiori ai 50mila euro, quelli che dal 2013 pagheranno un bollo di 380 euro.Una sforbiciata che necessariamente andrà a ripercuotersi anche sui consumi, fortemente contratti durante la crisi e che stentano a decollare. Sì, perché il rendimento dei titoli di Stato solitamente viene accreditato sul conto corrente a scadenza annuale o semestrale. Piccole
cifre che servono alle maggiori spese del periodo natalizio in cenone e regali, o per concedersi qualche gita o piccole vacanze nel periodo estivo. Ma i controsensi non finiscono qui: «Dopo i tagli alle pensioni (dimezzata la rivalutazione Istat per il 40% degli ultrasessantenni e allungamento dell’età pensionabile per le donne, ndr), dopo l’aumento dei costi dei farmaci e il taglio del 76% dei fondi per le politiche sociali, ora anche in materia di finanza si colpiscono i più deboli, i piccoli risparmiatori – protesta Ludovico Reverberi, segretario provinciale della Fisac Cgil, sindacato dei bancari – Una manovra per questo iniqua, ingiusta e anche assurda perché così lo Stato spinge i piccoli risparmiatori, quelli che finanziavano i 1890 miliardi di euro di debito nazionale comprando Bot e Cct, a cercare altre forme di investimento con migliori rendimenti. Ma in queste condizioni anche il materasso diventerà un investimento migliore».«Avevamo chiesto al governo di portare a livello europeo, cioè dal 12,5 al 20% la tassazione per le rendite finanziarie. Un provvedimento ipotizzato dalla manovra ma di fatto rinviato alla futura riforma dell’Irpef, mentre il rincaro del bollo parte subito. Così i piccoli risparmiatori vedranno immediatamente ridotti a zero i loro rendimenti, mentre chi investe cifre maggiori in altre obbligazioni continuerà a godere dei rendimenti di sempre – aggiunge il sindacalista Mario Pittarello, della Uilca di Varese – così si avvantaggiano solo le banche, che potrebbero recuperare i piccoli risparmiatori persi dopo gli scandali e la crisi delle borse del 2009, mentre lo Stato rischia di perdere i piccoli risparmiatori che finanziano il suo debito».Lidia Romeo
s.bartolini
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