– Confermare la custodia cautelare in carcere per Stefano Binda, arrestato lo scorso 15 gennaio con l’accusa di aver ucciso Lidia Macchi, l’ex compagna di liceo, assassinata il 5 gennaio 1987 e ritrovata cadavere il 7 gennaio al limitare dei boschi del Sass Pinì di Cittiglio. Binda dunque non deve essere scarcerato per il sostituto pg di Cassazione Alfredo Viola, un parere contrario presentato questa mattina
durante l’udienza a porte chiuse davanti ai giudici della Massima Corte. Sergio Martelli, legale di Binda, ha invece chiesto la scarcerazione dichiarando che in ordinanza non sustono elementi che giustifico la sussistenza dei presupposti per una custodia cautelare in carcere. La Corte si è riservata. La decisione potrebbe arrivare in serata, come tra alcuni giorni. Non c’è un termine perentorio alla quale i giudici ermellinati devono sottostare.













