«Perché il 118 ci allerta in ritardo?»

Il caso - I sindacati dei Vigili del Fuoco di Varese lamentano da due mesi una situazione ancora non risolta

«Sono passati quasi due mesi da quando abbiamo effettuato una “segnalazione” palesando una serie di problematiche sia nel sistema di allertamento in essere con il N.U.E. 112, che con i continui e ripetuti mancati allertamenti da parte della sala operativa del 118». A parlare sono i sindacati dei Vigili del Fuoco di Varese. Le sigle sindacali lamentano una serie di problematiche che, secondo quanto da loro riportato, si tramuterebbero «in gravi ritardi nelle operazioni di soccorso alla popolazione. Infatti è spesso accaduto che i Vigili del Fuoco (ricordiamo ancora una volta che per legge sono

l’organo dello Stato preposto alla tutela e salvaguardia delle persone, degli animali e dei beni) vengano allertati con ritardo o addirittura non vengano allertati affatto negli interventi di soccorso tecnico urgente». Così, i primi di aprile i sindacati inviarono una lettera ai vertici dei vari Enti proposti e al Prefetto Zanzi, per cercare una «celere soluzione alle argomentazioni rilevate. Purtroppo, ad oggi ci ritroviamo nelle medesime condizioni, senza che alcuno abbia cercato e trovato una soluzione. Di fatto i colleghi che, “operano sul campo”, ci evidenziano continue segnalazioni di “anomalie” nella gestione delle richieste».

In realtà, però, già da tempo sono in corso degli incontri che coinvolgono la direzione strategica dei Vigili del Fuoco, il suo comandante e i vertici del 118 per stabilire nuovi protocolli di intervento condivisi. Proprio a partire dal prossimo 7 luglio, infatti, i 21 pompieri presenti nella centrale operativa verranno distribuiti in turnazioni per affiancare negli interventi un infermiere dell’Areu, così da confrontarsi per poi redigere una nuova procedura d’intervento, condivisa per Varese-Como-Lecco. «Quello sottolineato dai sindacati è un problema sollevato tempo fa e sul quale si sta lavorando – precisa il Prefetto di Varese, il dott. Giorgio Zanzi – Può capitare qualche caso di incidenti per il quale la presenza dei Vigili del Fuoco potrebbe essere utile, ma non vengono chiamati. Si tratta però di casi limite e rari».

Il problema, spiega il dott. Zanzi, si viene a creare quando il centralino del 112, numero unico per le emergenze, riceve la chiamata che denuncia un incidente con un ferito. «Nel momento in cui viene segnalato un ferito – continua -, la chiamata viene inviata anche al 118. In alcuni casi è opportuno l’intervento dei Vigili del Fuoco. Ma non si può generalizzare. La cosa certa è che non si possono far uscire sempre entrambe. Ricordiamoci che nella maggior parte dei casi, la presenza dei Vigili del Fuoco non è necessaria». I Vigili del fuoco vengono chiamati a intervenire laddove il medico ha bisogno anche di un intervento tecnico: ad esempio se nell’incidente una persona è rimasta incastrata in una vettura. Oppure se qualcuno è caduto in burrone e servono, quindi, delle figure qualificate che con mezzi particolari possano scendere nel burrone e recuperarlo.
«La criticità sta nella telefonata all’operatore del 112 – spiega il Prefetto -: non sempre chi segnala l’incidente è preciso e lucido nel descrivere la situazione. Proprio per questo stiamo lavorando anche sul formulare delle domande chiave che permettano all’operatore di indagare e comprendere subito se è necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Queste domande specifiche serviranno per avere un quadro della dimensione, della dinamica e degli aspetti tecnici dell’evento».