BUSTO ARSIZIO Carlo Castagna parla di perdono e Borsano accorre. Quest’uomo mite, che ha dedicato tutta la propria vita alla famiglia, al lavoro e all’aiuto degli altri, ha perso in un colpo solo moglie, figlia e nipotino, barbaramente massacrati dai vicini di casa la sera dell’11 dicembre 2006, in quella che è passata alle cronache come “la strage di Erba”. Castagna ha offerto venerdì sera la propria testimonianza nella chiesa parrocchiale di Borsano, su invito del parroco don Mauro Magugliani: i fedeli che hanno gremito la chiesa hanno ascoltato senza
fiatare il racconto di questo testimone del perdono. Castagna ha sorpreso i presenti con la sua visione del mondo: «Nelle mie preghiere c’è sempre spazio per gli assassini dei miei familiari: anche loro, forse soprattutto loro, hanno bisogno dell’aiuto del Signore». Parole che hanno lasciato il segno tra i fedeli di Borsano, quartiere in cui, lo scorso settembre, si è consumato il dramma familiare che ha portato all’uccisione di Giuseppe Sporchi e al ferimento della moglie Bambina Berra; omicidio di cui sono accusati il nipote e la nuora. Francesco Inguscio
m.lualdi
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