– È stato il giorno del dolore quello di ieri per la comunità di Venegono Inferiore, raccolta in chiesa per dare l’ultimo saluto a Martino Ferro e Graziella Campello, i coniugi massacrati nella loro casa da Alessandro Lorena, ora in carcere reo confesso. Il giorno del dolore, ma anche della speranza. La speranza di voltare pagina al più presto e lasciarsi alle spalle questo agghiacciante episodio.È stato il parroco don Maurizio Villa a sferzare i venegonosi con parole forti e coraggiose: «In questi giorni sono state dette tante parole. Parole che cercano risposte anche nella giustizia. Ma oltre alle parole umane, ci sono anche le
parole della fede. Ci deve essere anche il profumo della vita che vince sulla morte». E la forza di andare avanti passa anche da una parola difficile e preziosa: quella del perdono. «In questi giorni l’ho sentita pronunciare. Il perdono rinnova la vita. E’ difficile offrire il perdono ma dal perdono ha inizio una nuova umanità. Martino e Graziella sono in pace. Anche se il dolore è grande pensiamoli nella pace. Preghiamo perché le ferite siano sanate dal balsamo dell’amore, della grazia e della misericordia.».Un passo però che per la sorella di Martino, Giovanna, è prematuro: «Perdono? Non è possibile, li ha uccisi come bestie. Senza perché».













