VARESE La Direzione provinciale del lavoro di Varese ha chiuso le saracinesche di otto locali pubblici. E le serrande resteranno sbarrate fino a quando i titolari degli esercizi finiti fuori legge non avranno sanato le posizioni dei loro dipendenti in nero.Il giro di vite degli ispettori del lavoro è frutto di un’indagine a tappeto compiuta in collaborazione con il nucleo
carabinieri per la tutela del lavoro di Varese. L’inchiesta, durata circa una settimana, ha passato al setaccio quattordici locali: bar, ristoranti, pizzerie, pub, night club e discoteche (le uniche risultate in regola). Tutti, o quasi, situati nella parte Sud della provincia: Cassano Magnago, Busto Arsizio, Cairate, Fagnano Olona e Vergiate. E’ risultato che otto di questi avevano la coscienza sporca.
Gli otto locali non proprio cristallini si sono visti sospendere l’attività ai sensi dell’articolo 14 del Decreto legislativo 81/08. Al loro interno gli ispettori hanno infatti riscontrato la presenza di lavoratori in nero in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori occupati. Nel dettaglio, erano ben 23 i dipendenti che sgobbavano senza l’ombra di un contratto in tasca. Di questi, due erano minorenni (un 17enne e un 15enne), un altro (originario del Bangladesh) era clandestino in Italia.
Dure le sanzioni pecuniarie a carico dei locali: sanzioni che si andranno ad aggiungere ai mancati guadagni di questi giorni. Per poter tornare in attività dovranno regolarizzare la posizione dei dipendenti in nero almeno per il periodo contestato dalla Direzione provinciale. Ciò significa che dovranno pagare una "una tantum" di 2500 euro, e versare i contributi Inps e i premi Inail. In seguito, ad ogni esercizio pubblico verrà contestata una sanzione amministrativa pari a 3000 euro maggiorata poi di
150 euro per ogni giorno di irregolarità e per ogni lavoratore in nero.Il discorso si fa più delicato per gli esercizi che sfruttavano i minori. Il reato, in questo caso, è penale e non solo amministrativo. Per alleggerire la loro situazione, i titolari pizzicati dagli ispettori dovranno sottoporre i ragazzi alla visita medica preventiva e, dopo aver effettuato la valutazione di rischio, dovranno sperare che i minori siano dichiarati idonei.Ancora più tetra la condizione del clandestino: verrà quasi certamente espulso.
s.bartolini
© riproduzione riservata












