«Ingessato». «Conservativo». «Discrezionale». «Privo di un’idea di città». Questo il Pgt di Varese per i costruttori, gli ordini provinciali degli architetti e degli ingegneri, il collegio dei geometri e Confartigianato imprese Varese.
Il gruppo di professionisti, dopo aver letto il nuovo Pgt, ha redatto un documento con tutte le criticità riscontrate a livello macroscopico.
«La speranza è che se ne tenga conto in sede di adozione del documento – dice , presidente dell’ordine degli architetti – Se non sarà così, presenteremo osservazioni dettagliatissime».
Ma cosa non piace ai professionisti dell’edilizia? Innanzitutto l’impossibilità di “alzare” gli edifici, recuperando i sottotetti a fini abitativi. E le lungaggini burocratiche necessarie anche per semplici interventi di manutenzione.
E ancora, gli ampliamenti e gli interventi di ristrutturazione ammessi solo a patto che tutto l’immobile venga portato a una classe energetica superiore. Il divieto di applicare, nel Comune, il piano casa del Governo per rilanciare l’edilizia. Portare la larghezza dei posti auto da 2.40 a 2.80 metri, con il conseguente consumo di suolo.
Tutte queste norme – dicono – smascherano un disegno politico «teso alla conservazione dell’esistente, con tutte le sue contraddizioni»: questo è il parere dei tecnici. L’intenzione dei tecnici, invece, sarebbe stata quello di avere un Pgt a maglie più larghe, in cui poter operare ed essere propositivi.
«Ci troviamo di fronte a un Pgt che fotografa la situazione esistente – argomenta , presidente di Ance Varese – Il che è positivo per certi aspetti, ma negativo perché non consente alla città di superare le sue “brutture”. Ci troviamo in una città con una mobilità molto critica. Andando avanti così avremo una città vecchia, destinata a morire».
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