Ora la giunta Galimberti dovrà affrontare uno dei nodi cruciali di Varese: il restyling dell’ex Caserma Garibaldi e di piazza Repubblica. Questa, probabilmente, l’eredità più pesante lasciata dalla precedente amministrazione sulle spalle del nuovo sindaco, che dovrà fare i conti (in senso letterale) innanzitutto con i problemi legati alla disparità tra fondi stanziati e costi del progetto vincitore. Ma il nuovo esecutivo ha le idee chiare.
«Innanzitutto va detto che noi vogliamo dare un’impostazione complessiva differente al progetto – spiega l’assessore alla Pianificazione del Territorio e Realizzazione Opere Pubbliche (Pd) – in passato, con la precedente amministrazione, si è sempre punto sull’elemento teatro come punto fondamentale. Per noi non è così, perché il teatro non rappresenta l’elemento centrale e strategico, ma un elemento legato alla riqualificazione di una piazza che non funziona. Il problema di piazza Repubblica non è infatti il teatro, non centra se il teatro è bello o brutto. È una piazza che non funziona perché è un “non luogo”, ovvero un posto dove la gente passa solo per andare al parcheggio. Noi vogliamo cambiare le cose, ridando centralità alla piazza, facendola diventare finalmente uno spazio pubblico». Insomma, un luogo che sia veramente vissuto dai varesini. «Dobbiamo renderla viva durante tutto l’arco della giornata – dice Civati – per questo vogliamo dare priorità alla riqualificazione della caserma, che avrà la funzione di biblioteca civica, di spazio per gli studenti, che permetta quindi di vivere la piazza durante tutta la giornata». E l’amministrazione marcerà a tappe forzate. «Nei prossimi giorni incontrerò l’architetto Galantino, vincitore del progetto per il primo lotto, quello appunto che riguarda piazza e Caserma. L’intenzione della giunta è di chiedergli alcuni correttivi al progetto definitivo». Mentre per la questione dei costi, Civati sottolinea come «la disparità tra finanziamenti previsti e costi del progetto è uno dei problemi più grossi che ci ha lasciato la precedente giunta di centrodestra. Il modo per andare avanti è quello di richiedere alla Regione di concentrare i finanziamenti previsti per tutti e due i lotti sul primo. Abbiamo verificato i margini per fare questo, e risulta possibile». Sempre nelle prossime settimane la giunta richiederà la convocazione del Collegio di Vigilanza per proseguire sul percorso di riadattamento del progetto. Anche perché le maggiori modifiche verranno fatte sul secondo lotto, quello che riguarda il nuovo Teatro e l’area di via Ravasi. «Il secondo lotto si basa infatti sull’apporto di investimenti privati sulla base del project financing. La nuova legge tuttavia prevede che il capitale pubblico non possa superare il 30% dell’importo totale. Ma per il secondo lotto gli investimenti pubblici previsti sono di molto superiori al 30%. Quindi, questa via non si può più seguire». La questione della disparità tra costi e finanziamenti era stata sollevata, durante gli ultimi mesi dello scorso mandato, proprio da Civati e dall’attuale capogruppo del Pd , all’epoca entrambi consiglieri comunali di minoranza. «È uno dei pasticci che ereditiamo dalla scorsa amministrazione – dice Conte – che non a caso avevamo sollevato per primi proprio noi. La cosa sarebbe potuta passare anche sotto silenzio, se non ci fossimo accorti. Noi, come gruppo consiliare, abbiamo massima fiducia in Civati e nel sindaco, che ereditano questo problema e cercheranno di risolverlo senza bloccare un intervento che reputiamo fondamentale per la città e che deve partire e concludersi il prima possibile». Nel programma del centrosinistra troviamo anche la possibilità di inserire nella piazza il mercato coperto e, per quanto riguarda invece il teatro nel secondo lotto la possibilità, oltre a quella di realizzarne uno nuovo, di ristrutturare l’attuale Apollonio.













