– I bimbi della scuola dell’infanzia Dalla Chiesa di via Marzorati 70 sono diventati “petit mâitre chocolatier”, piccoli maestri del cioccolato. Ad introdurli all’arte più golosa del mondo è stato , chef varesino di 24 anni. Un maestro d’eccezione, che ha guidato le dita dei bimbi e i loro pennelli sulla superficie delle uova, aiutandoli nel creare le iniziali dei loro nomi
ed altri disegni. Per i bimbi è stata una bella occasione per mettersi alla prova: hanno effettuato una vera e propria decorazione artistica e hanno compreso qualche cosa di più del cioccolato. Alimento che può essere solido o semiliquido, che può passare da uno stato all’altro con il freddo e con il caldo, e che in tutte le forme è sempre buonissimo.
Le uova di cioccolato sono state offerte dalla Lindt. Per le decorazioni è stato usato il cioccolato fuso bianco. Quando il disegno si è asciugato, i bimbi hanno incartato le uova nella loro carta. In questo modo i genitori, quando apriranno l’uovo, troveranno la sorpresa della personalizzazione. E c’è chi ha scritto sull’uovo di cioccolato il nome della “amichetta del cuore”; gesto che fatto a cinque anni è la promessa di un futuro da galantuomini. «Questa esperienza si svolge nell’ambito di “l’appetito vien giocando”, progetto che abbiamo organizzato per far imparare ai bimbi più cose possibili riguardo agli alimenti che si portano in tavola – spiegano i maestrie – Il tema dell’alimentazione accompagna i bimbi durante tutto l’anno scolastico, soffermandosi di volta in volta su un concetto diverso. In questo modo i bambini imparano ad assaggiare tutto e a conoscere i gusti, i colori e le proprietà del cibo».
Ogni laboratorio è introdotto da una simpatica marionetta-cuoco, con baffi, cappello e cucchiaio di legno. La marionetta è il filo conduttore del progetto: stabilendo un canale di comunicazione immediato con i bimbi, aiuta a catalizzare l’attenzione sul tema scelto per la giornata. «Ho lavorato in Lindt e in Expo, è stata una bellissima esperienza con un’azienda che stimo – spiega Cassago – Poi ho lavorato da Venanzio, ai Quattro Mori, da Annetta. All’estero: a Campione di Italia, in Francia, alla Candida affiancato a un cuoco giapponese. Ora ho la partita iva e sono un libero professionista. Sto curando un canale di Youtube e lavoro come chef a domicilio». Anche la didattica è un ambito che il giovane chef vorrebbe esplorare: «Con i bambini ho già fatto corsi di cucina a Cardano al Campo. È bello lavorare con loro e farli giocare. Incuriosendoli, si riesce a far mangiare ai bimbi qualsiasi cosa. Io, per esempio, sono riuscito a far assaggiare zucche e broccoli. Poi è ovvio che con il cioccolato è più facile, ma quello che conta è solleticare la curiosità verso il cibo e le sue proprietà». A questa esperienza hanno partecipato 80 bimbi di età compresa tra i tre e i cinque anni. Molti di loro, una volta arrivati a casa, hanno detto ai genitori: «da grande farò il maestro del cioccolato».












