Sentieri dissestati, corrimano di protezione in legno marci, erbacce che proliferano e rendono poco agibili i passaggi, rami secchi che penzolano come fossero tante spade di Damocle sulla testa dei pellegrini, illuminazione della pineta assente. Questa è l’incuria che viene denunciata dal proprietario del bar Pineta al Sacro Monte, il signor Giuseppe.
«Si parla tanto di rilanciare il turismo al Sacro Monte – lamenta – e poi il Comune non si occupa di curare queste piccole cose». Piccole cose che, però, in alcuni casi potrebbero tradursi in incidenti anche pericolosi. «Ci sono dei corrimano di protezione mancanti, perché hanno ceduto, e altri che sembrano solidi ma in realtà non lo sono – spiega il signor Giuseppe – In questi brevi sentieri immersi nella pineta passeggiano famiglie con bambini e anziani. Prima o poi qualcuno, aiutandosi a percorrerli appoggiandosi al corrimano, si farà male».
Altro nervo scoperto è la scaletta che dalla piazzola del Sacro Monte conduce all’unico bagno pubblico presente. «Gli scalini sono tutti dissestati. Faccio fatica io a percorrerli, figuriamoci una persona anziana. Vanno sistemati e resi nuovamente agibili in sicurezza. Il Comune non è nemmeno venuto a tagliare l’erba che invadeva i gradini: dopo che diversi clienti sono venuti a lamentarsi da me perché non vedevano dove poggiare i piedi, mi sono vergognato e ho fatto io stesso un po’ di pulizia».
A questo si aggiungono i rami secchi penzolanti dai pini che sovrastano non solo parte del passaggio che conduce al bar, ma anche la scaletta utilizzata per raggiungere il bagno. «Sono attaccati per il rotto della cuffia. Mia moglie è già stata colpita tre volte da un ramo secco che si è staccato ed è caduto a terra. Ho più volte sollecitato il Comune al taglio di questi rami, con il prossimo vento forte ne cadranno degli altri: e se la prossima volta ci fosse sotto un bambino o un anziano?».
Il signor Giuseppe sostiene di non aver visto negli ultimi sei mesi alcun addetto del Comune passare per la pulizia del verde. «Ci sono sterpaglie ovunque. Per mantenere questo posto in ordine, secondo me, servirebbe una sorta di custode che venga incaricato di monitorare lo stato di salute delle panchine, dei lampioni, dei corrimano, delle erbacce e di tutto il resto, per poi intervenire dove serve. Una volta questo posto era un vero paradiso, ben curato e ben tenuto: oggi è un po’ abbandonato a se stesso. Io cerco di mantenerlo in ordine e intervenire dove necessario, ma non è un lavoro di mia competenza. Se mi facessi male durante un intervento di muratura o di taglio poi chi mi rimborsa del danno? Mi sentirei dire che non era compito mio fare quel lavoro ed è così».
Dulcis in fundo, la carenza di cartelli informativi. «Regolarmente, tre o quattro volte al giorno – conclude il proprietario del bar -, qualche turista entra per chiedere che strada deve seguire per raggiungere il Santuario. C’è una indicazione ma è poco visibile. La segnaletica andrebbe migliorata e potenziata anche in vista di Expo».
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