Più che Miracoli serve un miracolo

Meno 10 all’alba. O al tramonto. Dall’Eccellenza all’Eccellenza? Prima delle campane a morto, però, suoniamo quelle della messa, segno di pace e ultima speranza.

Chi si macchierà di non iscrivere il Varese in serie B? O, ribaltando la domanda: chi ci onorerà, e verrà onorato, per avere messo la faccia e la firma in banca entro il 15 luglio, dicendo: «Ho iscritto la squadra perché si chiama Varese. E dentro quel nome ci sono io, ci siete voi, ci siamo tutti».

Da oggi a martedì 15 luglio è meglio cancellare la parola orgoglio. Rivincite e vendette personali, scatti anche isterici a qualunque livello, opportunismi e corde tirate apposta perché qualcuno cada all’inferno e qualcun altro allunghi una mano salvifica non fanno onore al Varese. Esistono solo il pragmatismo, l’onestà e la semplicità della verità. Dal presidente all’ultimo dei tifosi, parliamoci in assoluta franchezza.

La situazione, facendola facile, com’è in effetti, è questa.

1) C’è la copertura di Lega e Laurenza per quel milione e 600mila euro che manca all’iscrizione (metà fidejussione, metà Irpef ecc.), manca qualcuno che garantisca in banca (evidentemente il solo Laurenza non può farlo). La banca chiede: «Tu, mister X che hai un conto, un nome o una lunga storia con noi, firma qui e noi rilasciamo la garanzia dell’iscrizione per il Varese». Finora Laurenza non ha trovato una sola persona che s’impegnasse, non economicamente (c’è già, nero su bianco, dove e come il presidente, con la documentazione della Lega calcio, “produrrà” la cifra in questione) ma dal punto di vista diciamo “morale”, appunto con un autografo, mettendoci la faccia e una garanzia personale.

2) Possiamo capire chi non vuole esporsi o svolgere la funzione di garante solo se non gli è stato spiegato nei dettagli cosa succederà al Varese eventualmente iscritto. E cioé: per quale società metto la firma e la faccia? Non sarà quella gestita da Montemurro e dai suoi bracci destri Alessandro Andreini e Anna Zanfardin? Tu mi chiedi di espormi, ma perché devo farlo per la stessa gestione che ha azzerato la credibilità e il rapporto con la città? Io mi impegno per te ma tu devi impegnarti con me, voltando pagina e rifondando dalle fondamenta una società che ha prodotto debiti e creditori.

3) Può darsi che alle persone che amano il Varese o vogliano aiutarlo – o semplicemente subentrare, che male c’è a cedere? – non sia stato già messo nero su bianco (certe cose sono necessarie, visto il passato che non è ancora passato): a) un nuovo organigramma umile, agile, inattaccabile nell’affidabilità, nella varesinità, nella professionalità; b) una gestione sportiva indiscutibile e specchiata, condotta da uomini per cui “basta il nome” o da collaboratori fidati anche a livello di settore giovanile; c) una gestione economica (prima squadra e vivaio) in mano a chi peserà anche il centesimo di euro, a professionisti, a uomini capaci di qualunque risanamento; d) il Brescia, il Siena ma anche altre società hanno decine di milioni di debiti (non i 9 biancorossi), non è questo il punto o il problema se c’è volontà di spalmare, sanare e chiudere quei deficit; e) la Lega Calcio (Abodi) vuole il Varese in serie B per mille ragioni.

4) Alla luce di tutto ciò sarebbe un suicidio, o un omicidio, se per la “goccia” di una fidejussione o di una garanzia mancante, una valanga uccidesse il Varese. Che ha pubblico innamorato, puro e fedele più di qualunque club in crisi o retrocesso (il Novara, se sparissero più di due squadre, verrebbe ripescato), che ha amici a ogni livello, che non è messo male a livello di giocatori e vivaio (anzi), che ha già risorse umane forgiate dalla storia per ripartire (da D’Aniello a Scapini e al Betti). E che non ha paura – anzi, ha voglia – di tornare a fare le cose in piccolo: con i giovani, i varesini e gli scarti è arrivato in B. E ci resta.

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