Più lavoro, meno personale impiegato: insorgono i lavoratori di Poste Italiane

Il presidio - Sindacati sul piede di guerra dopo la riorganizzazione voluta dall’ente. Pronto lo sciopero

Più lavoro, meno personale. E i lavoratori di Poste Italiane ieri sono scesi in presidio davanti alla prefettura di Varese per dire no. Posta a singhiozzo, un giorno sì e uno no, e raccomandate urgenti recapitate in giornata. I dipendenti contro la riorganizzazione del personale voluta dall’ente, con sciopero degli straordinari. «Dal 24 ottobre al 23 novembre – ha spiegato , segretario regionale della Slp Cisl – ci sarà anche uno sciopero delle prestazioni straordinarie. E se vedete fuori dalle poste il cartello “chiuso per guasto tecnico” non credete che sia un guasto dei computer. È la mancanza di personale non più sostenibile anche per chi sta allo sportello. Sono tutti disagi che pagheranno i più deboli e i meno abbienti». Sono 120 tagli operati in

provincia a danno dei postini, secondo il sindacato, che hanno peggiorato il servizio senza dare risposte alle nuove attività. «Gli investimenti promessi e non mantenuti nella logistica – continua Cappello – hanno avuto effetti negativi sui lavoratori e sulla cittadinanza. Da una parte ritardi e giacenze, con le giustificate lamentele dei cittadini, e dall’altra un aumento dei carichi di lavoro per i lavoratori con rischi evidenti per l’incolumità degli stessi». , delegato della Cgil e postino da moltissimi anni in provincia di Varese, è preoccupato della riorganizzazione non solo per gli effetti sul servizio ma anche per la salute dei portalettere «Da quando è iniziata questa riorganizzazione – dice De Brasi – gli infortuni sul lavoro sono aumentati del 10%. Mi riferisco agli incidenti in motorino».