VARESE Continuando su questa strada sono a rischio non solo le falde acquifere, ma anche la navigabilità del lago Maggiore. Dopo l’allarme lanciato dai tecnici Aspem nei giorni scorsi arriva quello dei meteorologi: «I modelli di previsione annunciano un’estate secca – afferma Angelo Stanzione dall’osservatorio del Centro geofisico prealpino – Una stagione difficile su una base di partenza già critica se si considera che il 2011 si è chiuso con un deficit idrico significativo e che arriviamo da un inizio anno avaro di piogge». Insomma se vogliamo evitare problemi nella prossima stagione «sarebbe meglio evitare da subito inutili sprechi d’acqua», commenta l’assessore all’Ambiente, Stefano Clerici (Pdl).Il grande spauracchio è quello dell’estate del 2007, durante la quale la crisi idrica fu tanto seria da lasciare alcune case della città giardino con i rubinetti a secco. «Non siamo ancora a quei livelli – precisano dallo Schiaparelli – ma la situazione è seria». L’anno scorso in effetti si è chiuso con un deficit di piogge di 221,5 millimetri contro una media annua di 1.500 millimetri di precipitazioni e questo 2012 meteorologico ha già raccolto un -168,5 millimetri da sommare al dato negativo di marzo, che sinora ha pure un deficit di 47 millimetri rispetto alla media. Nel 2006 l’ammanco di acqua era stato di 400 millimetri ed era il secondo anno consecutivo di
deficit idrico, mentre ora abbiamo alle spalle un 2010 da record degli ultimi quarant’anni per quanto riguarda le piogge. Dunque siamo al sicuro? No, e per due ragioni.La prima riguarda l’approvvigionamento idrico dell’acquedotto cittadino: a partire dal 2007 Aspem ha potenziato del 25% lo sfruttamento delle falde passando da una captazione di 400 litri al secondo agli attuali 500 litri per secondo. La seconda riguarda invece i bacini idrici di superficie che soffrono del caldo e degli inverni secchi. Emblematica la situazione del lago di Varese che si trova a -47 centimetri rispetto allo zero idrometrico «e due settimane fa, prima della giornata di pioggia di inizio mese, era più basso ancora di circa dieci centimetri», precisa il meteorologo. Il vero problema sotto questo profilo è per il lago Maggiore fermo a quota 139 centimetri sopra la sonda, contro una media stagionale di 184 e i primi limiti alla navigazione che scattano a quota 119 centimetri. Significa che se le condizioni meteo continueranno su questo trend, con giornate molto calde e zero precipitazioni (eccetto qualche piccolo rovescio occasionale come quello atteso per domenica) entro l’estate potrebbe essere necessario imporre la riduzione del carico dei traghetti, con conseguente disagio per gli utenti.«Palazzo Estense per ora monitora la situazione – assicura l’assessore – L’appello a un consumo responsabile dell’acqua rimane valido».Lidia Romeo
s.bartolini
© riproduzione riservata












