VARESE (c. fra.) Gli anni della scuola primaria sono una tappa fondamentale per la crescita. Ma cosa succede se il gruppo di insegnanti a cui si affida il proprio figlio non lo segue come ci si aspetterebbe? È quello che è accaduto a Luca e Micaela Cattaneo con il loro primogenito, che hanno trasferito in un’altra scuola dopo quattro anni, definiti «difficili», alla Locatelli, la primaria di Masnago.
I Cattaneo parlano di altri quattro casi nella stessa classe. Il dirigente dell’istituto comprensivo Vidoletti, Antonio Antonellis, smentisce: «Una normale incomprensione tra insegnanti e famiglia».
Luca e Micaela non hanno problemi con l’intera scuola: altri due dei loro quattro figli la frequentano senza alcun problema. Ma per il più grande, le cose sono andate diversamente soprattutto da quando, in terza elementare, ha cominciato a manifestarsi una forma di Dsa, un disturbo specifico nell’apprendimento.
I Cattaneo consultano specialisti, e il Dsa del loro bambino viene certificato. Si aspetterebbero un po’ più di attenzione da parte delle maestre. Invece, raccontano, «nessuna strategia specifica è stata impostata». Inizia la quarta elementare, ma «la situazione di nostro figlio andava peggiorando sempre più: una fatica enorme nel fare i compiti e un rifiuto esplicito della scuola».
I genitori vengono convocati urgentemente dalle insegnanti, che comunicano loro, a novembre inoltrato, che il rendimento scolastico del figlio è «prossimo allo zero». «Ma a quel punto dell’anno scolastico – racconta ancora Luca Cattaneo – mio figlio aveva ricevuto solo due voti, tra l’altro più che sufficienti».
Il colloquio si conclude in fretta e, alle richieste dei signori Cattaneo per un ulteriore incontro, le maestre rispondono con una lunga lettera sul diario del ragazzo, in cui spiegano di «aver già detto tutto». Un colloquio con il dirigente scolastico non appiana le divergenze, e i signori Cattaneo decidono di trasferire il piccolo in un altro plesso. «Ed ecco che la sua situazione, soprattutto dal punto di vista psicologico è immediatamente migliorata: non tutte le difficoltà sono scomparse, ma il contesto sembra più favorevole». Come loro, denunciano i signori Cattaneo, altri quattro bambini, nel corso dei quattro anni scolastici, hanno trasferito i figli da quella stessa classe.
«Si è semplicemente trattato di un’incomprensione tra famiglia e insegnante – racconta il preside Antonellis, che ricorda bene il caso dei Cattaneo – può succedere. Se si fosse trattato di una carenza da parte della scuola sarei intervenuto, ma stiamo parlando di insegnanti su cui non mi sono mai giunte altre lamentele». Gli altri bambini, dice il preside, si sono spostati per normali problemi di cambio di residenza dei genitori.
e.marletta
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