Porfidio: “Poca sicurezza A Busto lo provo sulla mia pelle”

BUSTO ARSIZIO Dopo la misteriosa irruzione di un balordo nel suo ufficio, Audio Porfidio – leader della Voce della città ed ex consigliere – prende carta e penna. E si chiede “Dov’è la sicurezza?
Ecco il suo comunicato.

Dov’è la sicurezza a Busto Arsizio? E’ una domanda che faccio e che mi faccio ormai da dieci anni, da quando ho intrapreso l’esperienza politica nella città in cui vivo: tutti ben sanno che la sicurezza è sempre stato il mio “cavallo di battaglia”, il ferro su cui ho battuto costantemente senza mai tirarmi indietro nell’interesse della città e dei cittadini. Ora il destino ha voluto che, proprio a poca distanza dal mio annuncio di disimpegno dall’attività politica con il mio movimento “La Voce della Città”, ad essere vittima di un episodio di cronaca nera fosse proprio la mia attività di assicurazioni in viale Cadorna. Dopo anni di battaglie e di denunce, spesso dando voce alle preoccupazioni e agli episodi accaduti alle tante persone comuni che si rivolgevano agli sportelli de “La Voce della Città”, mi tocca essere in prima persona, mio malgrado, l’ennesima vittima della spirale dell’insicurezza che pervade la città e che per anni ho denunciato, inascoltato dai delegati alla sicurezza che si sono succeduti nella Giunta comunale.
La stampa locale ha correttamente riportato quanto è successo ieri mattina, con l’incursione e le minacce di due balordi all’interno dei miei uffici, un episodio sul quale le forze dell’ordine stanno indagando, in base alle sommarie testimonianze acquisite e ai riscontri video delle telecamere di videosorveglianza interna della mia attività. Purtroppo in questo quadro di indagini manca totalmente l’apporto delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza del Comune di Busto Arsizio, che per l’ennesima volta erano spente e inservibili.
L’ho già denunciato più volte nella scorsa legislatura, incontrando sempre risposte di maniera, anche quando mi fu impedito di potermi recare nella sala operativa del Comando di Polizia Locale per verificare, compiendo il mio ruolo di consigliere comunale, l’effettivo funzionamento delle telecamere di videosorveglianza. Ora però ho provato sulla mia pelle l’incalcolabile danno che può procurare, a qualsiasi cittadino vittima di un reato contro la sua persona o la sua attività, l’assenza di un impianto di videosorveglianza attivo e funzionante che possa aiutare gli inquirenti a rintracciare indizi che possano indirizzarli verso i colpevoli di odiosi reati che vengono perpetrati impunemente in pieno centro della città.
E’ scandaloso e vergognoso che una città come Busto Arsizio alle soglie del 2012 sia sprovvista, anche solo temporaneamente, dei più comuni e diffusi strumenti tecnologici a supporto dell’attività d’indagine delle forze dell’ordine. Quantomeno potrebbero coprire le manchevolezze di un corpo di Polizia Locale che sembra più dedito ad operazioni di facciata, come quella della sala climatizzata per gli anziani o come le passerelle degli agenti in occasione dei giovedì sera dello shopping in centro, e all’erogazione di sanzioni per ripianare i bilanci del Comune che non a migliorare l’ordine, la sicurezza e il decoro nella città.
Purtroppo questo fatto non è nuovo, anzi. In passato furono rapinate banche in pieno centro e in pieno giorno senza che le telecamere si accorgessero di nulla, oppure nel mio piccolo subii vandalismi nei confronti delle mie aiuole sotto gli “occhi”, per nulla utili e attenti, delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza comunale. Se questa è la situazione e se questi sono i risultati della videosorveglianza, al Comune a questo punto quasi converrebbe spegnere del tutto le telecamere e risparmiare le spese di tenuta e manutenzione dell’impianto, risorse che potrebbero essere ridistribuite nel bilancio a favore delle persone meno abbienti e in difficoltà a causa della crisi economica.
Non rimane che chiedersi ancora una volta a gran voce, “dov’è la sicurezza a Busto Arsizio?”. Fortunatamente, a parziale risposta, mi sento in dovere di porgere i miei più sentiti e calorosi ringraziamenti agli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di via Candiani e dell’Arma dei Carabinieri della Caserma di piazza 25 Aprile, la cui tempestività nell’intervenire e la cui disponibilità nel dare conforto e fiducia a chi è rimasto vittima di un episodio di criminalità comune come quello che è capitato al sottoscritto e alle proprie collaboratrici, sono del tutto lodevoli e ammirevoli.
Audio Porfidio

m.lualdi

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