Parcheggio Prima Cappella: l’autorità giudiziaria ha acquisito tutta la documentazione relativa a progetto, gara d’appalto, acquisizione dei terreni. Gli investigatori della Digos della questura di Varese sono rimasti al lavoro negli uffici comunali sino alle 20 di martedì.
Non si è trattato di un sequestro: l’amministrazione comunale ha infatti messo a disposizione degli inquirenti tutti i carteggi richiesti.
«Abbiamo garantito piena collaborazione alla magistratura – ha ribadito il sindaco – Quello dell’acquisizione della documentazione era un passaggio obbligato dopo l’apertura del fascicolo. Quindi abbiamo messo a disposizione i nostri uffici e i nostri funzionari. In completa trasparenza, con la certezza che tutto è perfettamente in regola».
Ora la documentazione è a disposizione della procura della Repubblica di Varese. Il fascicolo è cointestato a due diversi magistrati., che vaglierà tutta la parte relativa all’ipotesi di eventuali reati ambientali.
E , che si occuperà invece di verificare l’ipotesi di reato relativa all’abuso d’ufficio, reato ascrivibile alla pubblica amministrazione. Il fascicolo ad oggi è ancora contro ignoti.
Non ci sono indagati e si lavora per verificare se siano stati commessi o meno atti illeciti, quale atto dovuto dopo l’esposto presentato dall’associazione antiusura Sos Italia Libera.
Gli inquirenti andranno a reperire anche la delibera del Parco Campo dei Fiori con la quale il consiglio ha dato parere positivo alla realizzazione del parcheggio. Uno dei consiglieri votanti, che non si è astenuto ma si è espresso a favore della costruzione dell’opera, è proprietario di uno dei terreni acquisiti (e non espropriati) per far sorgere il park.
Ci fu conflitto d’interesse? Per ora gli inquirenti verificheranno se quel voto si rivelò fondamentale o meno per il consenso al cantiere da parte del Parco. Sotto esame anche le misure anti sismiche previste. Sono adeguate? Fontana ribadisce la «completa serenità in relazione all’inchiesta giudiziaria».
«Ho l’impressione che l’inchiesta sarà piuttosto rapida. Rapidità necessaria per chiarire ogni aspetto e permettere quindi l’avvio del cantiere senza ulteriori ritardi». Il responsabile del procedimento, infatti, ha «autosospeso” l’avvio del cantiere, in accordo con la ditta appaltatrice, sino al termine dell’inchiesta giudiziaria. La procura, in caso di incidenti a cantiere aperto, avrebbe potuto procedere con il sequestro dell’area in caso contrario.
La procura procederà ora con l’analisi della documentazione acquisita.
Nel corso dell’inchiesta potrebbero essere sentiti anche i funzionari e i tecnici che hanno seguito tutto l’iter che ha portato a un passo dall’apertura del cantiere per la realizzazione del parcheggio.
La procura potrebbe anche nominare dei propri consulenti sia in ambito amministrativo che geologico, affinché la regolarità della documentazione acquisita possa essere verificata da esperti.
Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: l’inchiesta mira soprattutto ad essere precisa e meticolosa.
Gli inquirenti potrebbero anche decidere di acquisire la documentazione raccolta dal comitato #varese 2.0 che da sempre si è opposto alla realizzazione del posteggio. I portavoce del comitato si sono già messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.
«Massima fiducia nell’operato della magistratura», conclude il primo cittadino ribadendo l’impressione che «l’indagine sarà rapida. E i lavori potranno finalmente incominciare».
Varese
© riproduzione riservata













