– Rincaro delle tariffe delle corse del trasporto pubblico locale e, contemporaneamente, l’obliteratrice “frega” minuti agli utenti. Oltre al danno, la beffa. Dalla scorsa domenica primo marzo i rincari dei biglietti del trasporto pubblico locale, che fa capo ad Autolinee Varesine, passati da 1,30 a 1,40 euro. Quindi, da tre giorni a questa parte, la corsa singola della durata di 90 minuti che costa un euro e 40, mentre si risparmierà un euro acquistando il carnet da dieci
biglietti (13 euro). Il settimanale costa invece 9,30, il mensile 34 euro e l’annuale 329 euro. Questi aumenti, però, non riguardano tutte le linee dei pullman di Autolinee in provincia, ma solo quelle cittadine: cioè solo gli autobus di color arancione. Nonostante l’adeguamento delle tariffe sia scattato da domenica, molti degli utenti si sono resi conto dei rincari solo nella giornata di ieri con l’inizio della settimana. Non poche le polemiche all’indirizzo dagli addetti ai lavori di Autolinee Varesine.
«Sono stati in molti a lamentarsi – spiegano dalla società – Sia attraverso i nostri centralini, sia direttamente agli autisti. Ci teniamo a precisare che la scelta di aumentare le tariffe non è stata nostra, noi abbiamo applicato solo una delibera di giunta».
È stato, infatti, Palazzo Estense a predisporre gli adeguamenti “all’insù” dei biglietti per i pullman di linea cittadini «a causa della riduzione dei contributi regionali per la copertura dei costi connessi allo svolgimento del servizio di Trasporto pubblico locale nel corrente anno».
E Autolinee Varesine tiene a chiarire il proprio ruolo di mero esecutore di una decisione presa a Palazzo.
Ma se ai periodici rincari sui trasporti pubblici i varesini sono abbastanza abituati, o meglio, rassegnati, quello che ha mandati su tutte le furie è stata la beffa. Infatti, sono stati in molti ieri a segnalare e lamentare un’anomalia nel sistema di obliterazione dei biglietti.
Così, la rivolta si è scatenata su Facebook. «Questa mattina (ieri, ndr) per ben due volte, su due autobus diversi, l’orario non corrispondeva alla timbratura – lamentava una donna – Uno per pochi minuti, ma l’altro per ben 20 minuti». L’equivoco è avvenuto solo sui bus delle linee cittadine, le stesse che sono state oggetto degli aumenti tariffari. E il caso di questa utente non è stato un episodio isolato.
«Anche a me è accaduta la stessa cosa – le ha fatto eco un secondo utente – Dopo aver obliterato il mio biglietto, mi sono accorta che l’orario era sfalsato di 17 minuti, ovviamente in avanti. E guai a sottolineare la cosa agli autisti, ti saltano subito in testa».
Questi aneddoti hanno dato il via a una serie di commenti. «Beh, non mi sembra che sia nulla di nuovo: cosa c’è di strano ad aumentare le tariffe e a cercare di fregare gli utenti? Mi sembra che sia la prassi nel nostro Bel Pase: oltre al danno, la beffa».
Autolinee Varesine è stata messa al corrente dell’accaduto nel pomeriggio di ieri.
«Purtroppo, sono disguidi che a volte accadono. Stiamo compiendo delle verifiche sui dispositivi di obliterazione dei biglietti sui pullman delle linee cittadine. Provvederemo al più presto a risolvere il problema. Nel caso in cui, il disservizio proseguisse invitiamo gli utenti a segnalare la questione sia ai controllori, sia ai conducenti, ma anche all’azienda stessa. Ci scusiamo per i disagi».













