BUSTO ARSIZIO Danni ingenti e il calcolo è ancora da finire. Dalla Madonna in Veroncora parte un appello alla città: «Attendiamo i preventivi dei tecnici che dovranno occuparsi del ripristino dell’impianto elettrico, collegato al sistema antifurto messo fuori uso dai ladri, e dei tecnici che dovranno ripristinare l’impianto fonico», spiega don Ivano Spazzini, parroco del Redentore, in merito al raid predatorio messo a segno l’altra notte da ignoti malviventi ai danni della chiesa della Madonna in Veroncora. «Purtroppo l’inventario è ancora lungo – aggiunge Angelo Colognesi, responsabile del gruppo Amici di Madonna in Veroncora – Abbiamo trovato anche un centinaio di tegole rotte; alla stima dei danni si aggiunge quindi anche la spesa di ripristino del tetto. Noi ora stiamo lavorando per ripristinare il prima possibile la chiesa in modo da restituirla “utilizzabile” ai fedeli. All’appello mancano anche alcuni candelabri
e alcuni calici; molto del bottino recuperato è rotto, stiamo cercando degli artigiani in grado di riparare oggetti e paramenti sacri. I malviventi hanno infatti danneggiato anche alcuni arredi interni. In ogni caso non ci lasciamo sconfiggere: la miglior risposta è il ripristino della nostra chiesa nel più breve tempo possibile». La chiesa è un monumento storico datato 1650: prima di metterci mano sarà anche necessario attendere il nullaosta delle Belle Arti. Un iter lungo e costoso quello per riportare Madonna in Veroncora all’antico splendore: «Ci rivolgeremo alla Curia e anche all’amministrazione comunale – dice Colognesi – Chiederemo di ottenere degli aiuti per il ripristino. Ci rivolgeremo ai parrocchiani anche se quest’anno è stato difficile per la nostra comunità. Dopo il fulmine che ha danneggiato il campanile e il tetto della chiesa parrocchiale del Redentore dobbiamo fronteggiare anche questo». Simona Carnaghi
m.lualdi
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