Il patron l’aveva annunciato sabato: «A Como seguirò la partita dal settore ospiti». Promessa mantenuta. Pietro Vavassori ha visto tutta la gara in mezzo ai tifosi biancoblù, sbarcati in riva al Lario in almeno 150. Si ricorderà che domenica scorsa, allo Speroni con il Venezia, Vavassori si era sistemato con i più stretti collaboratori nella tribunetta riservata agli ospiti. Radicalmente diversa la scelta di ieri. E i tifosi hanno gradito. «Il patron
ci ha ribadito ancora una volta di non avercela assolutamente con noi – puntualizza Giancarlo Bacchi, una delle colonne del Pro Patria Club – È invece deluso dalla scarsa attenzione che le istituzioni e l’imprenditoria locale mostrano nei confronti della Pro Patria. Comunque ci ha fatto piacere che abbia visto la partita in mezzo a noi – aggiunge Bacchi – Ci ha detto che cambia spesso settore allo stadio per motivi scaramantici».
Così il patron ha seguito tutta la partita vicino al cuore pulsante del tifo bustocco, con partecipazione, senza rinunciare alle ormai proverbiali sigarette per scaricare la tensione. Il d.g. Ferrara e il capo degli osservatori Armonia si sono invece sistemati in tribuna centrale. Bello il colpo d’occhio nel settore ospiti del “Sinigaglia”. Tanti tifosi (molti addirittura a torso nudo, ma la temperatura era gradevole), cori ed entusiasmo: dopo il difficile avvio di campionato questa Pro Patria comincia a raccogliere consensi, se non altro perché prova sempre a fare la partita (dote non così diffusa in questa categoria). Purtroppo ottenendo, quasi sempre, meno di quanto venga seminato. Proprio questo è il rammarico principale sul pullman dei tifosi al rientro da Como: «Giochiamo bene ma creiamo poco – il refrain dei supporters – E pensare che con una punta di peso in più potremmo puntare in alto». Con i tifosi comaschi c’è sì rivalità – è pur sempre un derby – ma non particolarmente accesa: pochi, infatti, i cori all’indirizzo degli avversari (la curva azzurra ha dato dei “varesini” ai tifosi biancoblù, che hanno ricambiato con un “voi siete come i lecchesi”): sfottò campanilistici che ci possono tranquillamente stare. E a fine partita il pubblico del “Sinigaglia” ha sonoramente fischiato i propri giocatori.
Nell’hospitality dell’impianto lariano spiccano le foto di alcune vecchie glorie azzurre, da Gianluca Zambrotta a Marco Tardelli fino all’indimenticabile Stefano Borgonovo. Pochi metri più in là, in sala stampa, il mister comasco Giovanni Colella risponde alle domande della stampa locale, prima di esprimere un parere sulla Pro Patria (che rimane in silenzio stampa): «La Pro Patria mi ha fatto un’ottima impressione» . E a chi fa notare la poca concretezza dell’attacco tigrotto, Colella risponde così: «Uno del livello di Serafini vorrei averlo io».
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