Pro Patria, l’abbraccio dei tifosi lezione per Busto e per tutti

SALO’ Lacrime, ancora lacrime. Esattamente come quel maledetto 21-06-2009. Una batosta immeritata per i 600 tifosi biancoblù che hanno invaso lo stadio Turina di Salò. Una beffa terribile e ingiusta. L’esodo della tifoseria bustocca era iniziato intorno alle 13 con la partenza dei 5 pullman allestiti dal tifo organizzato (3 bus il Pro Patria Club, uno a testa “Il Tigrotto” e gli ultras). Un’ondata biancoblù pronta a prendersi una promozione sacrosanta e meritata dopo un anno di sofferenze indicibili. Sembrava tutto scritto, sembrava tutto magicamente bello, quando Serafini (proprio lui) insaccava il rigore del vantaggio, rifacendosi alla grande dell’errore dal dischetto all’andata. Quando i tigrotti sono rimasti in superiorità numerica, tutti hanno gioito, ma  a qualcuno è anche tornata in mente la finale di due anni fa con il Padova, quando i tigrotti rimasero con l’uomo in più per l’espulsione di Di Venanzio. Il pensiero è stato subito allontanato. Si rivelerà invece una triste premonizione. Il settore del Turina riservato al popolo biancoblù è completamente stracolmo: giovani e anziani, ragazzi e ragazze, tutti uniti dalla passione bruciante per

quella maglia. Tutti con la maglia o qualche vessillo biancoblù addosso. Canta con i tifosi anche Andrea Pisani, tigrotto vero nel cuore; già presente a Busto con la Pro Vercelli, il difensore non ha voluto mancare all’appuntamento più importante della stagione. La partita propone una continua doccia scozzese di emozioni ma dagli spalti si levano solo i cori della tifoseria biancoblù. Alla fine, però, a gioire sono solo i supporters di casa, che esultano sulle note dell’inno del Salò e di «We are the champions»: note amaramente beffarde per i tifosi della Pro, che comunque applaudono i proprio ragazzi. I giocatori, in lacrime, lanciano la maglia ai tifosi. Ma è struggente l’abbraccio ideale tra mister Novelli, anche lui in lacrime, e i tifosi bustocchi distrutti nell’animo per l’ennesima beffa. E si ritrovano anche all’arrivo allo Speroni. Non doveva finire così. Ma alla fine della giornata, insieme a un’amarezza che nessuna parola è in grado di descrivere, resta l’orgoglio e la bellezza della gente della Pro Patria. Anche ieri ineguagliabile.Francesco InguscioOggi due pagine di servizi, foto e commenti sul giornale

m.lualdi

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