Roma, 14 apr. (TMNews) – Un premier fiducioso che sul processo breve “si chiarirà tutto” con il Colle. Un presidente che, da Praga dove è in visita di Stato, ha annunciato che valuterà “i termini di questa questione quando saremo vicini al momento dell’approvazione definitiva in Parlamento”. Il provvedimento, varato ieri dalla Camera e ora all’esame del Senato, tiene banco nell’agone politico e anche oggi l’Associazione nazionale magistrati lo critica duramente.
Durante il vertice di maggioranza il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha messo l’accento sulle “falsità” che sarebbero state diffuse sul provvedimento, come l’incidenza sulla prescrizione per casi come quello della strage di Viareggio. Il Cavaliere ha quindi annunciato che probabilmente il ministro della Giustizia Angelino Alfano andrà a spiegare a Napolitano le false notizie e la disinformazione fatta sul processo breve. Berlusconi, infatti, è ottimista sulla possibilità di “convincere” il Quirinale della bontà del provvedimento.
Di tutt’altra opinione l’Anm secondo la quale la legge sulla prescrizione breve “è un’amnistia permanente per numerosi gravi reati, come la corruzione, l’evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l’appropriazione indebita, l’omicidio e le lesioni colpose, quelli in materia di ambiente e di infortuni sul lavoro”. “La prescrizione del reato – si legge in una nota del sindacato delle toghe – è una resa dello Stato di fronte al crimine, è un’ulteriore offesa alle vittime del reato, è una sconfitta per la giustizia”.
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