Processo Hydra, piano per colpire i magistrati: rafforzata la sicurezza per i pm Cerreti e Ferracane

Processo Hydra, piano per colpire i magistrati: rafforzata la sicurezza per i pm Cerreti e Ferracane
Le rivelazioni di due collaboratori di giustizia fanno emergere un presunto progetto di attentato contro i pubblici ministeri impegnati nel maxi processo sul sistema mafioso lombardo. Solidarietà da istituzioni e amministrazioni locali

Un presunto progetto di attentato esplosivo contro i magistrati impegnati nel processo Hydra ha fatto scattare un rafforzamento delle misure di sicurezza per i pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. A rivelarlo sono stati due collaboratori di giustizia, le cui dichiarazioni hanno portato gli investigatori ad approfondire possibili minacce maturate nell’ambito del maxi procedimento che punta a fare luce sul cosiddetto “Sistema mafioso lombardo”.

La vicenda ha suscitato una forte reazione istituzionale, con attestati di solidarietà provenienti da numerosi enti locali, tra cui i Comuni di Milano, Varese e Busto Arsizio, che hanno ribadito il sostegno alla magistratura e l’impegno nel contrasto alla criminalità organizzata.

Un’inchiesta chiave contro le mafie al Nord

L’inchiesta Hydra, coordinata dalla pm Cerreti con il supporto del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di via Moscova, è considerata una delle più rilevanti operazioni antimafia condotte negli ultimi anni nel Nord Italia.

Secondo l’impianto accusatorio, l’indagine avrebbe portato alla luce una rete criminale capace di mettere in relazione esponenti di Cosa Nostra, della ‘Ndrangheta e della camorra romana per la gestione di affari illeciti e l’infiltrazione nel sistema degli appalti lombardi.

Il procedimento ha già registrato 62 condanne con rito abbreviato nel gennaio scorso, mentre prosegue nell’aula bunker di Carcere di San Vittore il processo ordinario che coinvolge altri 45 imputati.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

Secondo quanto riferito dai pentiti, i vertici delle organizzazioni criminali avrebbero discusso in più occasioni dell’ipotesi di colpire i magistrati impegnati nell’inchiesta.

Una prima testimonianza colloca questi colloqui nell’ottobre 2024, in una fase particolarmente delicata del procedimento, caratterizzata da nuove misure cautelari disposte dal Tribunale del Riesame. Un secondo collaboratore avrebbe invece riferito di progetti più recenti, maturati alla vigilia delle udienze del processo.

Tra gli elementi acquisiti dagli investigatori figura anche una presunta minaccia esplicita rivolta alla pm Cerreti, pronunciata durante una conversazione intercettata e successivamente riferita dai collaboratori.

Sicurezza rafforzata per i magistrati

Le informazioni raccolte, emerse circa tre mesi fa, hanno determinato un immediato innalzamento delle misure di protezione. Per Alessandra Cerreti è stata predisposta una scorta rafforzata, accompagnata da ulteriori dispositivi di sicurezza, tra cui controlli preventivi dell’abitazione e limitazioni alla sosta di veicoli nelle immediate vicinanze della sua residenza.

Analoghe misure di tutela sono state adottate anche nei confronti del pm Rosario Ferracane.

La gravità del quadro emerso ha portato inoltre la Commissione Parlamentare Antimafia ad acquisire gli atti relativi alla vicenda, inserendola tra i dossier monitorati nell’ambito dell’inchiesta Hydra e della sicurezza di magistrati e investigatori impegnati nella lotta alle mafie.

La solidarietà del Comune di Busto Arsizio

Tra le prime istituzioni a prendere posizione vi è stata l’amministrazione comunale di Busto Arsizio, costituitasi parte civile nel processo Hydra. In una nota ufficiale il Comune ha espresso «la più ferma condanna» per le intimidazioni rivolte ai magistrati, manifestando loro piena vicinanza e sostegno.

Il sindaco Emanuele Antonelli ha sottolineato come minacce di questo genere rappresentino non soltanto un attacco alle persone coinvolte, ma anche ai principi fondamentali dello Stato di diritto e all’indipendenza della magistratura.

«Ogni tentativo di condizionare o ostacolare il lavoro di chi è chiamato ad accertare la verità e ad applicare la legge deve essere respinto con determinazione e con una risposta unitaria da parte delle istituzioni e della comunità civile», ha dichiarato il primo cittadino.

L’amministrazione comunale ha infine rinnovato la propria fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, ribadendo l’impegno nella promozione della cultura della legalità e nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata sul territorio.

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