Roma, 6 lug. (TMNews) – Combattere la prostituzione, il gioco d’azzardo e la violenza domestica insegnando alle donne musulmane come diventare delle “brave puttane” con i loro mariti: è questo l’obiettivo del ‘Club delle mogli obbedienti’, nato quest’anno in Giordania e diffusosi velocemente in Malaysia, Indonesia e Singapore, che ha scatenato proteste da parte di musulmani e non. Stando a quanto riporta oggi il quotidiano britannico Guardian, oggi sono circa 1.000 i membri del Club a livello internazionale e l’organizzazione mira ad aprire presto altre sedi a Roma, Parigi, Londra e Francoforte.
Il club professa di voler risolvere diversi problemi sociali, quali prostituzione e gioco d’azzardo, mostrando alle donne come “essere sottomesse e rendere felici i propri mariti nella camera da letto”. Un atteggiamento capace di favorire una maggiore armonia nel matrimonio e nella società, secondo i suoi promotori.
Sono però state le dichiarazioni del vicepresidente internazionale dell’organizzazione, Rohaya Mohamad, a scatenare le più accese proteste. Intervenendo in Malaysia, Mohamad ha dichiarato che diventare “una brava puttana per il proprio marito” e servirlo “meglio di una prostituta di prima classe” consente alle donne di contrastare “malattie sociali come la prostituzione, la violenza domestica, il traffico di esseri umani e l’abbandono dei minori”, tutte attribuibili a inappagati bisogni sessuali.
La protesta è stata lanciata su Facebook dal gruppo ‘la coalizione di Singapore che dice no al Club delle mogli obbedienti’, che ha sottolineato come “le donne siano uguali agli uomini”, ma si sono fatte sentire anche organizzazioni locali, come ‘Associazione delle donne per l’azione e la ricerca’ (Aware), e lo stesso Consiglio religioso islamico di Singapore, che ha denunciato la miopia del Club: “La felicità di un matrimonio va al di là dell’appagamento sessuale”.
Sim
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