VARESE Le mani mozzate di Carla Molinari a Cocquio Tevisago. Il cadavere martoriato e sepolto in giardino di Dean Catic. La strage familiare di Gornate Olona. Senza dimenticare le Bestie di Satana, anche quelle «puro Varesotto». Fatti sconvolgenti, che hanno impressionato l’opinione pubblica nazionale. Che cosa succede alla nostra provincia, un tempo nota alle cronache come motore dell’economia lombarda – quindi italiana – ora ricordata solo per turpi vicende di sangue? Se lo chiede una delle firme di punta del Corriere della sera, Cesare Fiumi, sul rinnovato magazine «Sette», oggi in edicola. Dedica interamente la sua rubrica ai fatti varesini, intitolandola: «A Varese un anno rosso shocking». Il giornalista mette in fila i tanti omicidi, undici, che hanno insanguinato la nostra terra nel corso dell’ultimo anno: quelli, come i tre già citati, consumati nelle villette con il prato rasato e i nanetti in giardino, dietro un’apparenza di rispettabilità e di ordine, un tempo indice di invidiato benessere. Quelli legati alla mafia: la morte di Giuseppe Monterosso, a Busto Arsizio. (Al quale sarebbe forse da aggiungere anche l’esecuzione di Massimo De Presbiteris, freddato sotto casa sua
a Gallarate lo scorso 2 ottobre). E quelli consumati per strada, tra sbandati, o collegati allo spaccio di droghe: l’accoltellamento del marocchino Tarik in via Ravasi, a due passi da piazza Repubblica, giusto un anno fa. O quello, appena una settimana fa, del marocchino Khalid, trovato morto dissanguato nel rifugio dei disperati di via Maspero. Un «annus horribilis» per il Varesotto, la provincia in cui è nato e risiede il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. La provincia che ha fatto da culla alla Lega. La provincia di Umberto Bossi. La provincia che si pretende sicura e che, con tutta evidenza, di fronte a questi eventi, palesa invece un problema sicurezza grande come una montagna. E soprattutto, rivela Cesare Fiumi, la provincia che non è più il paese di bengodi, che poteva giustificare con l’accumulazione di danaro una certa disattenzione verso i valori della solidarietà. Varese è precipitata anche nelle classifiche del benessere. Solo un anno fa era ventisettesima quanto a Pil pro capite. Oggi, nella graduatoria del Sole 24 Ore di prossima pubblicazione, si ritrova 34 posti più indietro, in 61esima posizione. Terz’ultima tra le province lombarde.
s.bartolini
© riproduzione riservata













