Quando Peterson mi scartò..

Quando Peterson mi scartò..

Dopo l’emozionante derby contro Milano che ha sancito la sua seicentesima vittoria da allenatore in serie A, Charlie Recalcati si toglie qualche sassolino dalla scarpa rilasciando nuove interessanti dichiarazioni.

Noi ieri abbiamo scritto: «Seicento vittorie, e l’ultima è la più bella». Abbiamo esagerato?No, ci avete preso. Perché domenica è stato tutto bellissimo, a partire da quel palazzetto così pieno e colorato dalla coreografia meravigliosa che è stata organizzata all’inizio: avevamo bisogno di questa Masnago.
Perché?
Perché un palazzetto pieno è tutta un’altra cosa, e anche se finora il pubblico è sempre venuto e ci ha sempre sostenuti, vedere tutta quella gente e non contare nemmeno uno spazio vuoto è stato speciale. I giocatori sono rimasti stupiti.
Da cosa?
Dal fatto che il pubblico facesse il tifo anche quando eravamo sotto e Milano sembrava imbattibile. Ma questa è Varese: anche quando venivo a Masnago da semplice spettatore ho sempre notato questa cosa. Evidentemente chi ha avuto la fortuna di vedere la Ignis ha tramandato qualcosa ai suoi discendenti, e questo è il risultato.
Lei ha dichiarato che vincere con Milano le piace particolarmente. Perché?
Perché io a Milano ci sono nato e cresciuto, da ragazzino andavo al Palazzo della Fiera a tifare Olimpia e poi in curva al PalaLido. Il destino ha voluto che io a Milano non abbia mai giocato e nemmeno allenato, quindi quando ho smesso di essere tifoso perché sono diventato tifoso delle mie squadre, ho sempre avuto un piacere particolare nel battere l’Olimpia.
Recalcati e Milano non si sono mai avvicinati, nel passato?
Due volte. Da giocatore, ero negli ultimi anni della mia carriera, e Milano per giocare la Coppa dei Campioni aveva bisogno di un uomo d’esperienza: se ne parlò, ma poi non se ne fece nulla. Volete sapere la cosa curiosa? Fu Peterson a scegliere di prendere Premier e non me. Il secondo abboccamento arrivò da allenatore, ai tempi in cui Gabetti era presidente: sembrava che la cosa potesse andare in porto, ma non fu così.
Doveroso guardare avanti: la classifica è bella, il calendario è tosto. Quindi?
In questo momento vogliamo assolutamente giocare i playoff: per essere certi di giocarli ci serve una vittoria in trasferta, e dobbiamo pensare che possiamo andare a prendercela a Biella o a Sassari. Sotto con Biella, dove andremo motivati e carichi al massimo: non per quello che è successo all’andata (vittoria rubacchiata dei piemontesi ndr) per la scazzottata tra Slay e Sosa nella recente amichevole. Ma perché abbiamo un sogno da andare a prendere.

Francesco Caielli

f.iagrossi

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google