Quanto è cresciuta Energi.Va Aziende, bollette più leggere

La crisi è innegabilmente ancora nel pieno, e i segnali di ripresa sono pochi e deboli. Ma c’è un settore che sembra fare eccezione: quello dell’energia.

Crescono volumi e iscritti, infatti, nel consorzio Energi.Va, il consorzio di imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas metano che fa capo all’Unione Industriali di Varese.

I numeri del 2013 sono nella relazione di fine anno del Presidente di Energi.Va, Gianluigi Casati che, all’interno dell’Unione Industriali, ricopre anche la carica di Presidente del Comitato per la Piccola Industria: 219 soci attivi a fine 2013, con un più 25% rispetto all’anno precedente.

Di questi 116 si rivolgono al consorzio per l’acquisto della sola energia elettrica, 17 per la fornitura del solo gas metano, mentre 86 si appoggiano a Energi.Va per entrambe le fonti energetiche.

In questo modo, il volume complessivo annuo di kWh di energia elettrica è stato di 350 milioni, con un aumento del 10% rispetto al 2012, mentre i metri cubi di gas naturale sono stati 52 milioni, più 9%.

Il consorzio Energi.Va funziona da aggregatore della domanda di energia per le piccole imprese: mettendosi insieme, le Pmi varesine riescono a ottenere migliori condizioni dagli operatori di mercato.

L’efficacia del consorzio è diventata evidente nella bolletta delle imprese: rispetto al 2012, la bolletta 2013 è stata più leggera anche del 20%. Un vantaggio, perché il contesto è tra i più difficili, come sottolinea Casati.

«Non solo da sempre l’industria italiana lamenta un costo dell’energia elettrica molto superiore ai nostri competitori europei, ma da qualche anno stiamo vivendo la paradossale situazione per cui qualsiasi riduzione dei costi della materia prima è più che compensata dal rincaro delle sue componenti fiscali e parafiscali».

Perché gli oneri addebitati in fattura ad esempio per finanziare gli incentivi alle rinnovabili, o per smantellare le centrali nucleari non fanno che aumentare.

«La materia prima pesa per meno del 50% – segnala il presidente di Energi.Va – mentre circa il 60% è rappresentato dalle tasse e dalle componenti A e UC, gli oneri appunto, che rendono nulli i benefici sulle bollette».

Una soluzione a questo problema potrebbe essere l’utilizzo dell’energia che potrebbe essere prodotta in Italia: «Il potenziale produttivo di gas è pari a 103 miliardi di standard metri cubi di riserve accertate e a 160 miliardi da scoprire; quello di petrolio è di 1,4 miliardi di barili di riserve e 1 miliardo di barili da scoprire» dice Casati. Energia ancora da sfruttare, che potrebbe contribuire alla diminuzione delle spese di energia per le imprese, quindi anche alla ripartenza del Paese dopo la crisi.

© riproduzione riservata