Roma, 29 set. (TMNews) – La polemica con i Radicali Pier Luigi Bersani l’avrebbe proprio evitata, il segretario democratico non è certo contento che i sei deputati si siano tirati indietro sulla sfiducia a Saverio Romano, ma di sicuro non vuole fare dell’episodio l’occasione per una rottura con Emma Bonino e Marco Pannella. La richiesta di espulsione evocata ieri sera a caldo da Rosy Bindi è stata stoppata
dal direttivo del gruppo parlamentare e la questione è stata rimessa al partito, ma, appunto, il segretario non ha alcuna intenzione di protrarre oltre la vicenda: intanto perché ritiene che l’episodio sia sì sgradevole, ma non dirimente dal punto di vista politico; poi, perché in un momento come questo non sarebbe una idea intelligente cacciare i radicali e rischiare che Silvio Berlusconi tenti magari di avviare un corteggiamento politico.
Peraltro, se è vero che l’ala cattolica del partito chiede la fine dell’alleanza, nel Pd ci sono anche molti che frenano. “L’espulsione è stata esclusa a larga maggioranza”, ha spiegato uno dei componenti del direttivo del gruppo Pd alla Camera. E Paolo Gentiloni, uno dei leader della minoranza del partito, ha aggiunto: “Sono sempre stato contrario ad affrontare problemi politici con strumenti disciplinari, è evidente che ieri si è manifestato un problema politico di prima grandezza. Lo si affronti sul piano politico”.
In realtà, Bersani non ha nemmeno intenzione di chiedere ‘chiarimenti’ a Marco Pannella o a Emma Bonino, secondo quanto viene riferito. Il segretario non ha sentito al telefono i leader radicali, assicurano i suoi, e non ha incontri in agenda. E la stessa Bindi, che era stata tra le più dure, ha voluto tenere fuori Bersani: “Quando si fa parte di una squadra si rispettano le regole della squadra. Trovo bizzarro che il gruppo abbia rinviato tutto al partito, i Radicali non fanno parte del partito. Vorrà dire che noi rimanderemo la questione al gruppo…”.
Lunedì ci sarà la direzione ed esponenti come Antonello Giacomelli, vicinissimo a Dario Franceschini, assicurano che dei Radicali si parlerà eccome: “E’ finita una fase politica, ora ci vuole una separazione consensuale. La direzione affronterà la questione”. A dire il vero, però, anche un cattolico doc come Giuseppe Fioroni, sempre in contatto con Raffaele Bonanni e con i vertici della Chiesa, sembra scettico sulla possibilità di arrivare ad un qualche risultato: i Radicali sarebbe meglio non averli in casa, ma se non è possibile arrivare a questo è più prudente non dire nulla. “Secondo me i radicali li dobbiamo rendere liberi. Dopodiché esprimo la banale idea che bisogna evitare di dire cose che poi non vengono messe in atto: se si dicono cose si devono tramutare in fatti, sennò meglio non dire. Qualche volta servono dimostrazioni di forza e non ulteriori esercizi di debolezza. Alcune volte il silenzio è d’oro”.
Insomma, è probabile che alla fine si possa parlare di ‘molto rumore per nulla’. L’unico che sta ricavando qualcosa da tutta questa vicenda è proprio Pannella, di nuovo al centro dell’attenzione dei media grazie alla polemica. Domattina sarà intervistato da Maurizio Belpietro su Canale5, oggi ha prima mandato un comunicato sarcastico (“Il coraggioso e gentile Presidente Dario Franceschini, per il compleanno di Pier Luigi Bersani gli ha fatto il dono di rimettergli l’empito espulsivo suo e di qualche altro compagno”), poi ha parlato a Radio24 maramaldeggiando sul Pd: “Quelli del Pd sono dei poveracci che forniscono costantemente alla maggioranza la possibilità di prendersi fiducie, come è successo ieri con Romano. Come partito sono vuoti al centro, c’è il vuoto di idee e l’unica cosa certa è che D’Alema e Berlusconi sono ufficialmente una coppia fissa”.
Adm
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