VARESE (a.morl) «Papà, io voglio che mi lasci completamente stare. Non so se te ne sei reso conto, ma io non sono una ragazza come le altre e questo perché tu mi stai cambiando la vita. Se veramente mi vuoi bene, lasciami vivere la mia vita. Lascia stare la mia mamma e lascia stare me. Questa non è vita, questa è una morte». Queste sono le parole che Federica, una ragazza varesina di 18 anni, ha rivolto a suo padre. Un appello trasmesso dalle telecamere di «Se… a casa di Paola», in onda ieri nel primo pomeriggio su Raiuno. Federica è una vittima di stalking. L’accusa di tale reato pende sulla testa del padre che, dopo la separazione consensuale avvenuta nel 2003, avrebbe continuato ad avere atteggiamenti violenti
con lei e con la ex moglie Patrizia. Il clou è stato l’11 agosto 2007, quando Federica, ha ricevuto percosse che i medici hanno valutato guaribili in 120 giorni. Le aggressioni sarebbero continuate anche nei mesi successivi. Accuse, queste, a cui l’uomo dovrà rispondere a giugno in un’aula di tribunale. Per difendersi, Federica e Patrizia hanno vissuto anche sotto scorta dei carabinieri, «che accorrono tempestivamente ad ogni chiamata». Già il 28 settembre scorso Patrizia aveva raccontato la sua testimonianza nel medesimo programma condotto da Paola Perego. «Il 16 aprile 2010, dopo aver denunciato mio marito per le violenze subite, sono stata aggredita in auto da tre ragazzi, uno mi teneva ferma, due mi hanno tagliato con taglierini. Hanno minacciato di sgozzarmi» aveva detto la madre davanti alle telecamere.
Dall’ultima apparizione televisiva non ci sono state più aggressioni. Ma a casa delle due donne, fino allo scorso dicembre, sono arrivate lettere anonime con scritto dei loro spostamenti e di come Federica è vestita. «Amici di mio padre mi vogliono vedere morta – continua la giovane – Da quattro anni viviamo in ansia e paura. Ogni volta che esco vedo la morte davanti percorrendo la strada dove è stata aggredita la mia mamma. Con tutti i traumi che ho subito non mi sento a mio agio a vivere questa vita. Per fortuna ho tre amiche che mi sono vicine, che mi aiutano e che sono sempre presenti». Federica ha già sofferto per troppo tempo. Porta ancora, sia sul corpo che nell’anima, le ferite dell’11 agosto 2007. «Quel giorno mio padre mi è venuto a prendere a casa senza dirmi che sarebbe passato – ricostruisce Federica – Io fino a quel momento avevo continuato a vederlo perché non potevo credere fosse tanto cattivo. Quel giorno mi ha picchiato e lesionato un fianco. Pensavo che mio padre fosse una persone diversa. Quel dolore non riesco a togliermelo».
La scelta di raccontare questa brutta storia in televisione nasce dal desiderio di giustizia. «Voglio andare in tv per far vedere che persona che sono – dice Federica – Io non ho paura di niente. Non me ne frega niente di quello che pensano gli altri. Io voglio giustizia».
e.marletta
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