Roma, 27 apr. (Apcom) – La doppia direzione di Rai premium e Rai educational, approvate oggi in Cda Rai, “non risolvono il problema del demansionamento e della discriminazione politica”. Lo dichiara l’ex direttore di Rai tre Paolo Ruffini, che aggiunge: “continuero` come sempre a fare il mio dovere. Questo non vuol dire che rinunci anche ai miei diritti, e a cercare di farli valere in tutte le sedi”. Ruffini ha fatto causa all’azienda chiedendo il reintegro alla direzione di Rai tre.
“Ho letto della mia nomina dalle agenzie – premette Ruffini in una nota -. Non ne sapevo nulla. E per saperne di piu mi sono procurato le delibere approvate oggi. Da quello che c`e` scritto si capiscono due cose. La prima e` che sarei, non da subito ma a partire da giugno, il nuovo direttore di Rai Educational. E che nel frattempo, da Rai Educational usciranno i suoi programmi principali, i suoi spazi di palinsesto principali sia sulle reti generaliste che su Rai Storia, e una ventina di persone ritenute strategiche per il progetto ‘Rai per i 150 anni dell`unita` d`Italia’. La seconda e` che non e` stato rispettato l`impegno a nominarmi direttore di Rai Digit (cioe` dei canali tematici della Rai) previsto nella delibera con cui sono stato rimosso da Rai Tre; e che sono stato nominato invece direttore di una cosa che ancora non esiste (Rai Premiun) e che dovra` coordinare due canali (Rai4 e Rai Movie) con modalita` operative tutte ancora da definire”.
“In entrambi i casi (Rai Educational e Rai Premium) – prosegue – non e` chiaro poi il rapporto che dovrei avere con grandi professionisti come Giovanni Minoli e Carlo Freccero. Non mi pare che queste decisioni risolvano ne` la questione del demansionamento, né quella della discriminazione politica; mentre mi pare che non facciano venir meno
la necessita` di porre rimedio a una situazione che ha leso la mia dignita`. In molti mi hanno chiesto cosa faro`. Sono un dipendente Rai. La risposta e` che continuero` come sempre a fare il mio dovere. Questo non vuol dire che rinunci anche ai miei diritti, e a cercare di farli valere in tutte le sedi”.
Red/Mdr
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