Rapine al confine, un arresto Ma un complice è in fuga armato

CANTELLO C’è un uomo armato in fuga. Tra Varesotto, Comasco e Canton Ticino. Lungo il confine. Probabilmente persino nei boschi. Si sente braccato ed «è pericoloso». Parola delle forze dell’ordine italiane e ticinesi. Perché il ricercato, un 25enne di origini albanese, è uno dei due autori della rapina la stazione di servizio Shell Piccadilly di via San Gottardo a Balerna. L’altro, Alessandro Vignati, 33 anni, originario di Busto Arsizio e residente a Gorla Minore è, invece,

finito in manette venerdì pomeriggio. Dopo che i due erano braccati dalla mattina. Da quando sono stati intercettati a pochi centinaia di metri dal valico del Gaggiolo di Cantello da una pattuglia della polizia cantonale. Impegnata ad impedire la fuga ai due rapinatori che, armi in pugno, hanno assaltato il distributore di Balerna. Sapevano di essere nel mirino e così, dopo aver abbandonato l’auto, una Ford Grigia con targhe italiane, a ridosso della linea di confine, si sono dati alla fuga nei boschi. A piedi. Senza preoccuparsi di lasciare tracce evidenti all’interno della vettura: come parte della refurtiva e una serie di documenti che hanno impresso la svolta alle indagini. Pensavano comunque di farla franca. Ma il loro tentativo di sparire, però, è fallito. Quando verso le 16.30 un cittadino di Rodero, paese del Comasco al confine con Cantello, ha notato due uomini in un giardino privato, con fare sospetto. Abbastanza per allarmarsi e avvertire le forze dell’ordine della zona. Così le Fiamme gialle di Ronago, già allertate dal Centro di Cooperazione Doganale e di Polizia di Chiasso  sono intervenute rapidamente e sono riuscite a bloccare uno dei due. Si tratta di Alessandro Vignati, il 33enne della provincia di Varese. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, dopo essere stato bloccato dai finanzieri, prima di riuscire a rubare un’auto per proseguire la fuga, ha subito confessato le sue responsabilità nel colpo messo a segno a Balerna. Così il 33enne è attualmente detenuto nel carcere del “Bassone” a Como, in attesa di essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria elvetica con  una rogatoria tramite la Corte d’Appello di Milano. «Al momento attuale – spiega poi un comunicato della polizia cantonale – è in atto una stretta collaborazione tra la polizia cantonale e le autorità giudiziarie italiane per arrivare all’identificazione e all’arresto del secondo malvivente, tuttora latitante». Si cerca, infatti, un 25enne albanese: così lo avrebbe descritto l’arrestato. Per questo le indagini proseguono senza sosta. Visto che, come riferisce la polizia cantonale anche sulla scorta degli elementi raccolti dalle forze dell’ordine italiane, «il ricercato è da ritenersi armato e pericoloso». Da qui la segnalazione alla popolazione della zona. Questo mentre proseguono anche gli accertamenti giudiziari sull’arrestato, per chiarire il suo eventuale coinvolgimento nelle altre rapine avvenute in questo primo scorcio di 2011, anche in base ad alcuni elementi rinvenuti all’interno della sua abitazione. Quella di venerdì, infatti, è stata la sesta rapina a un distributore di benzina dall’inizio dell’anno nelle zone di frontiera del Ticino. E la quinta nel Mendrisiotto, ovvero al ridosso del confine con il Varesetto da dove provengono il varesino arrestato e l’albanese ricercato. 

b.melazzini

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