Con la crisi economica, sono in aumento le insolvenze da parte di cittadini che non riescono più a pagare i loro debiti. Le associazioni dei consumatori denunciano metodi e atteggiamenti inaccettabili delle società di recupero crediti. Un fenomeno che riguarda da vicino anche la provincia di Varese. «Si comportano come pirati – denuncia senza mezzi termini Marisa Mentasti, presidente di Adiconsum Varese – continuano a tartassare la gente con lettere di minacce e con telefonate in piena notte, anche sul cellulare».
I numeri del fenomeno sono impressionanti anche sul nostro territorio. «Solo considerando Varese città quest’anno abbiamo trattato 183 casi, legati soprattutto a debiti con le banche, che ovviamente aumentano in maniera esponenziale se allarghiamo lo sguardo al resto della provincia» prosegue la presidente. Le società recupero crediti non si fanno scrupoli nel tampinare gli insolventi e i loro metodi non certo ortodossi si sono fatti più duri negli ultimi tempi, con l’aumento dei casi d’insolvenza. «Arrivano a minacciare la gente, via lettera o via telefono, di pignorargli la casa o di procedere con il fermo amministrativo dell’auto, oppure di trascinarli in tribunale» conferma Francesco De Lorenzo, presidente di Federconsumatori Varese, che parla di <<metodi mafiosetti inaccettabili».
Il consiglio delle associazioni di categoria ai consumatori è quello di rivolgersi subito agli sportelli delle associazioni sparse sul territorio. «Troppi cittadini si rivolgono da noi in ritardo, anche dopo un anno che ricevono questo tipo di solleciti – spiega De Lorenzo – quando intervengono le associazioni dei consumatori, solitamente questi metodi si interrompono».
Un sollecito di pagamento si può anche impugnare e si possono imbastire ricorsi o trovare accordi con il creditore. «Non bisogna assolutamente spaventarsi – sottolinea Mentasti – anche se i metodi utilizzati da queste società sono sempre peggiori; i cittadini hanno tutto il diritto di fare ricorso ad esempio alle varie Authority. Può capitare anche che questa gentaglia chiede anche interessi sul reupero del credito che non sono per niente dovuti».
Un altro consiglio delle associazioni dei consumatori, è quello di leggere con grande attenzione, prima di firmare un contratto di finanziamento, tutte le condizioni contenute, con le varie clausole. «La voce da controllare con maggiore attenzione è il Taeg – afferma De Lorenzo – perché contiene il costo reale del finanziamento; bisogna prestare molta attenzione ai costi occulti, che possono fare lievitare i costi anche di mille o duemila euro in più».
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