«Renzi venga da noi. Si renderà conto di quanto valiamo»

La nostra intervista a Davide Galli, Presidente Confartigianato Imprese Varese

– «La ripresa che ci si aspettava non è arrivata e questo è stato ancora un anno di sofferenza»: il bilancio di fine 2014 e la previsione d’inizio 2015 tracciato da Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese ha ancora molte ombre, ma nelle parole del presidente si legge anche una forte voglia di voltare pagina.

«Ci sono settori che soffrono di più, come l’edilizia e imprese che soffrono meno, come quelle che, direttamente o indirettamente, esportano sui mercati esteri».

A oggi non ci sono stati interventi strutturali tali da cambiare le condizioni di contesto nel quale le imprese si trovano a operare. E così influisce negativamente il clima di sfiducia e di paura: ci sono aziende che vorrebbero investire, però poi spesso ci sentiamo dire “Vorrei, ma non so come andrà e allora aspetto”. È questo clima di sfiducia a peggiorare le cose.

Qualcosa di meglio da fare c’è sempre: ma almeno si vede la timida volontà di sostenere le imprese. Nel Jobs Act, sui temi dell’apprendistato e della formazione c’è stata una certa sensibilità. Anche sulla revisione dell’Irap c’è qualche segnale: la sensazione che resta sempre è che le piccole imprese siano sempre un po’ considerate figlie di un Dio minore. L’invito è invece quello di rivolgere l’attenzione anche alle più piccole: dovrebbe fare un giro tra le imprese del nostro territorio il premier Renzi, così capirebbe tutto quello che siamo in grado di fare

La nostra attenzione si è rivolta molto al territorio e al dialogo con esso. Ci siamo molto focalizzati sulla possibilità di incidere sul territorio e lo abbiamo fatto in più modi: la complessa analisi sull’indice di attrattività dei singoli Comuni, ad esempio, voleva essere uno stimolo ai Comuni stessi. Abbiamo anche fatto alcuni accordi coi Comuni, come l’accordo per il credito. Contribuiamo a dare dei dati utili: il tutto sempre con spirito collaborativo. Abbiamo fatto un po’ fatica a farci capire all’inizio, ma ora qualcosa sta cambiando e questa è una grande soddisfazione. Abbiamo avuto molte soddisfazioni anche sui temi della formazione e dell’innovazione. FaberLab, che ha aperto proprio questo anno le porte alle imprese e alle scuole, agli studenti, sta avvicinando tutti alle tecnologie digitali. Crediamo molto all’innovazione diffusa e stiamo lavorando per portarla nelle scuole tecniche ma anche nei licei: anche così aiutiamo il territorio ad andare avanti.

Io do fiducia a questo grande evento e anche le imprese ci stanno credendo. Noi, insieme a Confartigianato Lombardia, porteremo le nostre imprese ad un fuori Expo, un grande spazio dove le imprese potranno mettere in vetrina ciò che sanno fare con la cura che le contraddistingue in tutto il mondo. Ed Expo sarà tutto una grande vetrina: e le cose fatte bene, come sarà per Expo, danno fiducia, quindi credo che sarà un momento in cui la creatività lombarda e quella varesina si percepiranno. E il cambiamento, la fiducia che potrà portare l’evento sarà un passo in più per far ripartire le energie e scuotere la fiducia.

Un augurio al territorio, alle imprese e alla gente di questo territorio.

Al territorio auguro che questo clima di dialogo e di collaborazione che è nato in questi anni possa continuare sempre: un dialogo che è nato con la crisi, perché tutti noi fossimo in grado di sfruttare le sempre minori risorse e che spero vada anche oltre, perché ha prodotto buoni risultati. Le imprese e le persone le vorrei accomunare in uno stesso augurio, perché le nostre imprese sono fatte di persone, e le gioie e le sofferenze dell’imprenditore sono le stesse che vivono i loro collaboratori: l’augurio è che insieme sappiano coniugare tradizione e innovazione per andare verso il futuro.

Oggi vedo la paura nei lavoratori: e la paura che vedo non è quella che provano per se stessi ma per i loro figli, per il loro futuro. L’augurio è che tutti possano ritrovare la serenità per il futuro: il loro e quello dei loro figli.