Il “lato b” di Varese che non piace ai varesini. Va bene lo splendore mondiale sfoggiato durante la manifestazione remiera, ma la città non è tutta così e le segnalazioni che arrivano al nostro quotidiano tramite il servizio “Segnalaci Varese” lo dimostrano.
Ad aprire il dibattito e la riflessione sul lato brutto della città, è un lettore esasperato dal degrado che regna nel centro città. Non quello del corso Matteotti, ma dei sottopassi delle stazioni e in particolare di quello che collega le Ferrovie Nord con il supermercato Carrefour.
«Avete mai cercato di usufruire del sottopasso? – chiede il lettore – Bene, provateci e vi accorgere che, tra rifiuti di ogni genere, escrementi di varie odorazioni, di estenuanti elisir di urinate, ne uscirete con un’infernale mal di testa».
Una situazione di degrado che più volte ha costretto in passato a chiudere quel tratto. Evidentemente ora è libero e di nuovo usato per funzioni diverse da quelle di consentire l’attraversamento di viale Milano in sicurezza.
«Troppo bello decantare al mondo la Varese dei mondiali di canottaggio, dove perfezione e pulizia la fanno apparire immacolata – scrive ancora il lettore – Bisognerebbe avere il coraggio di mostrare in tv anche il rovescio della medaglia: la sporcizia e l’abbandono in cui versano zone della città che non sono in periferia, ma in pieno centro».
Quello dei sottopassi è un problema che più volte l’amministrazione ha cercato di risolvere. Ha risposto al degrado e alla sporcizia facendo pulizia e organizzando iniziative di sensibilizzazione. I muri, un tempo imbrattati dalle scritte e trasformati in tele per disegni osceni, sono stati pitturati da writers professionisti. Le infiltrazioni d’acqua aggiustate e le lampade, oscurate dalle ragnatele, sono state sostituite.
Per il sottopasso in questione però, la situazione è un po’ diversa. A differenza degli altri, che collegano viale Milano con via Morosini, quello che porta all’Upim è di proprietà privata. Spetterebbe quindi alle attività commerciali provvedere alla sua pulizia e manutenzione.
«Ho scoperto questa cosa due anni fa – spiega il vice sindaco – Quando organizzai l’iniziativa con gli writers e inserii quel sottopasso tra gli elementi da decorare, ma dovetti chiedere l’autorizzazione per permettere ai ragazzi di accedere e dipingerne i muri».
Lavoro che fu comunque eseguito, ma che scagiona il Comune da ogni responsabilità. «Tra l’altro li abbiamo già intimati di ripulire il sottopasso – aggiunge – Ma evidentemente non lo hanno ancora fatto».
Sembrerebbe proprio di no, ma anche per i privati la situazione è di difficile gestione.
È utilizzato prevalentemente dai senzatetto per dormire e dagli extracomunitari per spacciare e per espletare i loro bisogni corporali, privando i pendolari varesini di un passaggio per raggiungere la stazione in sicurezza.
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