Rifiuti, stangata da 9 milioni A Busto è bufera sul Comune

BUSTO ARSIZIO Accertamenti Tarsu, che stangata. Già riscossi quasi 9 milioni di euro per l’attività svolta a partire dal 2010: questo il dato rivelato in consiglio comunale dall’assessore al bilancio Laura Mira Bonomi, che ha ereditato la “patata bollente” dal predecessore Giovanni Paolo Crespi. Facendo un veloce calcolo, si tratta di ben 107 euro a cittadino: questo finora il notevole peso della controversa operazione di accertamento sulla tassa rifiuti. Degli 8 milioni e 825mila euro riscossi dal Comune, una fetta importante (2,88 milioni) è finita, a titolo di aggio in percentuale sull’accertato, nelle casse delle imprese Andreani e Assoservizi che stanno portando a termine l’operazione. Nel consuntivo 2010 il recupero dell’evasione Tarsu ha prodotto introiti accertati pari a 3 milioni e 50mila euro, di cui poco più di 2 milioni effettivamente riscossi. «Vogliamo vederci chiaro – fa sapere il segretario del Pd Erica D’Adda, da subito fortemente critica nei confronti dell’operazione – aspettiamo i dati dettagliati per verificare e capire bene i conti dell’accertamento Tarsu. Di certo dal prossimo autunno il Pd avvierà una task force per valutare i bilanci delle grandi città tra cui Busto Arsizio. Bisognerebbe proseguire sulla strada che aveva tracciato l’ex assessore Alberto Cattaneo per l’introduzione del bilancio sociale, più leggibile per i cittadini». Nel mirino del Pd

le modalità di accertamento, ritenute particolarmente punitive anche nei confronti di quei cittadini che in buona fede avevano versato somme non congrue nelle casse comunali. D’altra parte, nonostante l’ampliamento della base imponibile della tassa rifiuti reso possibile dall’attività di accertamento, la copertura degli oneri dell’attività di smaltimento dei rifiuti, come fatto notare dal consigliere del Movimento 5 Stelle Giampaolo Sablich, «è scesa dal 78 al 73%». «Per effetto dei maggiori costi di smaltimento» la spiegazione fornita dall’assessore Mira Bonomi. Ma è un dato che rende ancor più lontano e difficile da raggiungere quell’obiettivo del pareggio tra costi e ricavi che la normativa sulla tariffa rifiuti, laddove effettuato il passaggio da tassa a tariffa, auspicherebbe. Nel frattempo, dopo il giro di boa elettorale, sono rimasti congelati anche i propositi di modifica del regolamento Tarsu, di cui si è parlato per mesi a fine consigliatura senza però arrivare ad una quadratura. «Se ne riparlerà a settembre quando partirà l’attività delle commissioni consiliari – promette il presidente del consiglio Diego Cornacchia, autore di una proposta complessiva di modifica del regolamento proprio per venire incontro ai disagi emersi in fase di accertamento – ora la patata bollente è nelle mani del nuovo assessore. Io continuerò a seguire la questione, che mi sta particolarmente a cuore». Andrea Aliverti

s.bartolini

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