VARESE Spunta l’immondizia intorno alle isole ecologiche interrate per la raccolta di vetro, carta e plastica. Quelle installate nel centro di Varese al posto dei cassonetti proprio con lo scopo di migliorare il decoro urbano. La colpa non è solo di qualche maleducato che ha preso l’intero perimetro della stazione di raccolta per una discarica a cielo aperto, ma anche del fatto che gli apparecchi – che i residenti utilizzano inserendo un’apposita tessera magnetica – sono spesso fuori uso. Risultato? I cittadini con più senso civico riportano a casa la propria immondizia quando la stazione di raccolta non funziona, gli altri abbandonano i sacchi ai piedi del totem-centralina. Altri problemi denunciati dagli utenti sono le scarse dimensioni della bocca dove riversare i rifiuti e il touchscreen che, colpito dai raggi del sole, diventa illeggibile. Ecco qualche testimonianza di persone che utilizzano le stazioni da quando sono operative, ovvero dalla fine di novembre. «Spesso si blocca tutto» racconta Paolo Vaccarella che si serve dell’isola ecologica di via dei Bersaglieri. «Lo sportello è piccolo e non consente di depositare un intero sacco. Per esempio, raccolgo la plastica nel sacchetto apposito, ma quando arrivo qui devo aprirlo e buttare via le cose un po’ per volta». Il problema maggiore, però, nasce quando sullo schermo compare l’avviso
che indica che il dispositivo non funziona. Un disagio soprattutto per gli anziani, costretti a percorrere altra strada a piedi o a riportarsi a casa i sacchi. «Su dieci volte che vengo, in sei casi l’apparecchio è fuori uso – continua Enzo Rizzi – Preferivo i cassonetti. Anche perché, riguardo al decoro urbano, non è cambiato nulla visto che la gente deposita i sacchi per terra». «L’idea non è male, ma dovrebbero venire più spesso a svuotarlo visto che si riempie facilmente e quando è pieno non può più ricevere immondizia. L’alternativa era progettarlo meglio, ma ormai è tardi» dice Luca Lai. «Capita spesso che vengo qui e trovo l’avviso “stop manutenzione”. E così, da via dei Bersaglieri bisogna andare fino a via Indipendenza, magari con tre sacchi pieni di vetro. Inoltre, questo touchscreen non si vede quando c’è il sole» dice Salvatore La Rosa. «Era più comodo prima, quando l’immondizia si differenziava sotto casa» dichiara Paolo Croce. «Mi trovo bene, se non fosse che è sempre pieno» aggiunge dal canto suo Barbara Theodoli. «Sono entusiasta: vengo dalla Puglia e lì questi sistemi moderni non esistono – conclude Rita Castriotta – Certo, capita di trovarlo pieno e bisogna fare dietro-front». Insomma, qualcosa è ancora da mettere a punto, almeno a sentire i varesini.
s.bartolini
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