«Rigenerazione da incentivare. Cittadini preziosi per la rinascita»

Commissione - Al via l’iter di revisione del Pgt, anche i varesini faranno la loro parte

– Il Pgt lo rifaranno anche i cittadini. È cominciato ieri in commissione l’iter di revisione del Piano di governo del territorio, ma non saranno solo i consiglieri a metter mano allo strumento urbanistico: anche i varesini avranno un ruolo attivo e un anno di tempo per partecipare.

«Sono sostanzialmente due i capitoli che vorrei affrontare – ha detto l’assessore , presentando le ragioni che hanno spinto la giunta ad approvare, come primo provvedimento dopo l’insediamento, quello di revisione del Pgt – Uno riguarda i principi ispiratori che la giunta vorrebbe imprimere ai lavori e uno le modalità di partecipazione della città alla revisione». La volontà di procedere alla revisione, parte da una constatazione: «la città si cambia attraverso il Pgt – ha detto Civati – Complice una difficoltà economica del settore immobiliare, ma anche di interpretazione delle norme e di costi da sostenere, la città è ferma e noi abbiamo deciso di intervenire tenendo presente che Varese deve tornare ad essere una città Capoluogo».

Una rigenerazione urbana che per l’assessore va di pari passo che l’azzeramento del consumo di suolo: «Non verrà toccato neanche un centimetro di suolo libero – ha promesso – Però la rigenerazione va incentivata. Ci sono migliaia di immobili disponibili che necessitano solo di essere riqualificati». Stesso discorso vale per la riqualificazione delle grandi

aree dismesse: «bisogna ragionare su come favorire i grandi interventi, dialogando direttamente con i proprietari». E dei quartieri e dei centri minori, «che sono un valore identitario e su cui il Pgt ha questa linea di sviluppo che va mantenuta e potenziata». Da ultimo, una rivalutazione delle aree di completamento, «verificando quali siano realmente tali».

Tenendo presente queste principi, la commissione lavorerà per un anno, ma non sarà l’unica. Anche gli operatori qualificati e i cittadini dovranno fare la loro parte. «Intendiamo dare ai cittadini un ruolo attivo – ha detto Civati – Devono aiutarci ad immaginare dove devono essere collocati i servizi, quali sono le opere pubbliche prioritarie e quali sono le aree da preservare». Come faranno? «Con dieci assemblee di quartiere in cui i residenti potranno costruire con noi una proposta. Avranno i nostri tecnici a disposizione e degli spazi per costruire i loro progetti». Il paradigma a cui l’amministrazione vorrebbe fare riferimento è quello delle ex circoscrizioni, «e vorremmo incentivare le forme di partecipazione».