Rissa sfiorata al parco per grigliare le salamelle

Rissa sfiorata al parco per grigliare le salamelle

VARESE Sfiorata la rissa al parco Zanzi, e tutto per colpa delle salamelle. Quando le Gev sono arrivate sul posto, ieri, per sanzionare chi illegittimamente aveva acceso il fuoco per farsi una grigliata in barba all’ordinanza che dall’anno scorso lo vieta, ci è mancato poco che i responsabili arrivassero alle mani pur di proseguire con il barbecue di pasquetta. Nel giro di qualche decina di minuti però è intervenuta la polizia locale che è riuscita a mantenere l’ordine nonostante l’insurrezione collettiva. Allertate anche le forze dell’ordine, il cui intervento per fortuna non è stato necessario.

Per un attimo in effetti la Schiranna è sembrata una “zona franca”. Tutto è iniziato quando alcuni cittadini, seccati dalla maleducazione dei fuochisti che stavano preparando le grigliate, hanno telefonato alle guardie ecologiche perché intervenissero facendo rispettare le regole in vigore, per quanto poco gradite ai non residenti. Dall’anno scorso infatti vale un’ordinanza comunale che impedisce i barbecue al parco Zanzi per evitare problemi di degrado e di ordine pubblico. Ieri però non sono stati accesi solo i barbecue in muratura di cui il parco dispone e quelli da campeggio portati da casa, ma in moltissimi hanno appiccato il fuoco direttamente sul prato. In tutto, verso le 11,30 di mattina, i fuochi accesi erano più di una trentina.

Non è chiaro se la gente davvero non sapesse nulla del divieto, segnalato su appositi cartelli, o se pur sapendolo fingesse indifferenza pur di non rovinarsi la grigliata fuori porta. La cosa certa è che i fuochisti abusivi per la stragrande maggioranza non erano di Varese e che delle ordinanze di Varese, a detta loro, se ne lavavano le mani. Il rischio vero però stava nel numero di persone intorno ad ogni barbecue. In parecchi casi infatti si trattava di famiglie meridionali molto numerose composte da coppie con al seguito fratelli, sorelle, cognati, suoceri e cugini, che all’udire del divieto hanno iniziato a imprecare. «Scrivetelo pure – diceva uno di loro traducendo le urla del padre in dialetto siciliano -: non devono rompere i maroni. Devono lasciarci in pace a

mangiare. Noi siamo qui tranquilli in famiglia». All’arrivo delle Gev si è sfiorato il peggio. Il volontario ha fatto presente il divieto di grigliare con educazione, senza chiedere di buttare acqua sul fuoco subito ma almeno di sbrigarsi a cuocere prima di spegnere: lui sarebbe ripassato a controllare dopo un quarto d’ora e non avrebbe fatto la multa. La famiglia però ha iniziato a sbraitare quasi accerchiando il volontario, mentre le famiglie ai barbecue vicini hanno lanciato qualche imprecazione. Il volontario, ribadendo che sarebbe ripassato senza alzare la voce, si è allontanato evitando problemi. La polizia locale, sollecitata, è intervenuta mandando due pattuglie e allertando le forze dell’ordine nel caso ce ne fosse bisogno. Nessuna multa è stata comminata alla fine, anche se non tutti i barbecue sono stati spenti.Francesca Manfredi

e.marletta

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