VARESE Firenze e Milano, ma anche Bologna, Sestri Levante e la Sardegna. E Varese? Il decreto è legge da più di due giorni e la clandestinità è diventata reato, ma in provincia non sono ancora scattate le maxi-multe da 5 a 10 mila euro che accompagneranno d’ora in poi l’espulsione immediata di tutti gli stranieri pizzicati senza un regolare permesso di soggiorno in tasca.Le centrali operative delle forze dell’ordine, dalla questura ai carabinieri, confermano: la legge 94 del 15 luglio
2009 (in vigore dalla mezzanotte di venerdì), quella che per inciso porta il nome del ministro leghista dell’Interno Roberto Maroni, non è ancora stata applicata. Non per quel che se ne sa. Niente di che stupirsi, riferiscono gli addetti ai lavori, anche perché dal Viminale l’indicazione non è stata d’entrare a gamba tesa tra i capannelli d’immigrati, tanto più in considerazione dell’imminente «ammortizzatore» per colf e badanti, introdotto dal decreto anti crisi e in vigore dal primo al 30 settembre.
Calma agostana anche sul fronte ronde o, per dirla con le parole del regolamento attuativo ratificato sabato da Maroni, delle «associazioni di osservatori volontari». Nei registri della prefettura di piazza Libertà non figuravano, almeno fino a venerdì, richieste d’iscrizione ai nuovi registri istituiti dalla legge per consentire il monitoraggio delle attività di controllo del territorio. Freddezza o prudenza? Il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Sergio Ghiringhelli, non ha dubbi: «Varese è la culla di esperimenti politici di rilevanza nazionale ma è anche una piccola città di provincia schiva e riservata, dove le iniziative non partono con i fuochi d’artificio ma vengono predisposte con cura e professionalità». Se ne parlerà senza dubbio a settembre, conferma, «anche perché io credo alle ronde e il concetto dei cittadini che aiutano le forze dell’ordine a garantire la sicurezza è previsto dal dettato costituzionale». Se ne parlerà in città e, annuncia Ghiringhelli, anche nel Nord della provincia.
Di polemiche su ritardi o presunti tali o incostituzionalità o presunta tale non vuol sentir parlare neppure il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che si prepara ad avviare l’iniziativa a ferie archiviate: «Non ho perplessità nei confronti delle ronde, sono perplesso ed esterrefatto di fronte a certi commenti delle ultime ore» fa sapere il primo cittadino che rimarca come il coinvolgimento dei volontari sia all’ordine del giorno da anni in regioni come Toscana ed Emilia Romagna e ricorda gli interventi già in corso sotto il Bernascone con la collaborazione di City Angels e Angeli Urbani:«La malafede è dilagante», dice. E bolla come «obiezioni assurde» la presunta impossibilità dei giudici di pace nel tener testa ai nuovi incarichi sul fronte clandestinità:«Negli Stati Uniti questi processi durano dai
due ai tre minuti, e noi riteniamo gli Usa un paese democratico». In città ce la faremo, assicura. Anche perché «siamo in presenza di reati documentali». E in provincia? Il fermento c’è e qualcosa, in verità, s’era visto anche nel passato, come i cittadini autorganizzati di Venegono Superiore contro l’ondata di furti dell’estate scorsa, oppure i «controlli di vicinato» di recente istituzione a Caronno Pertusella – non senza gli inevitabili codazzi di polemiche – o le «ronde-lampo» di Busto Arsizio, che datano dicembre 2008. E, ancora, la proposta delle «ronde del lago» avanzata a inizio luglio nei comuni di Azzate e Buguggiate dal consigliere comunale leghista di Varese, Emanuele Monti con l’obiettivo di rassicurare i turisti in transito e i residenti alle prese con il relax.
Sempre il bisogno di sicurezza ha guidato le «passeggiate di cittadini» promosse a Somma Lombardo da un gruppo di cittadini muniti di giubbottini gialli (esattamente come quelli, senza maniche, previsti dalla normativa ministeriale) all’insegna della «Somma sicura», impegnati a perlustrare e segnalare problemi di ogni genere nei quartieri di San Rocco e San Bernardino. Ora, però, la musica cambia: chi vorrà fare il volontario dovrà costituirsi in associazione, iscriversi in prefettura, presentare un certificato medico di sana e robusta costituzione, dimostrare di non aver pendenze con la giustizia e dimenticare auto o cani. L’ultima chiamata per mettersi in regola è il febbraio 2010.
Sara Bartolini
e.marletta
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