Roma, 7 apr. (TMNews) – In un’aula di giustizia blindata e piena di giornalisti di stampa e tv di mezzo mondo, ieri si è aperto ed è stato subito rinviato al 31 maggio l’atteso processo sul caso Ruby a carico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, assente in aula perché impegnato a presiedere a palazzo Chigi il comitato “Crisi Libia”. Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile, è stato dichiarato quindi “contumace”, ma ha fatto sapere attraverso l’avvocato Giorgio Perroni di consentire che si proceda senza di lui; il premier, ha aggiunto il legale, comunque “vuole esserci, partecipare ad ogni udienza, è ovvio compatibilmente con gli impegni istituzionali”.
Berlusconi è accusato di avere avuto rapporti sessuali con Karima El Maroug, in arte Ruby, quando era ancora minorenne e di aver fatto indebite pressioni sui funzionari della questura di Milano per far rilasciare la giovane marocchina, che si trovava in stato di fermo.
Dall’udienza lampo, durata meno di cinque minuti, è emersa
comunque la notizia che Ruby non si costituirà parte civile:
“Significherebbe ammettere che andava ad Arcore per
prostituirsi”, ha spiegato la legale della giovane marocchina,
Paola Boccardi.
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