Roma, 24 gen. (TMNews) – Dopo la Santa Sede, la Cei. Tocca oggi
al presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco, dopo una lunga udienza da Papa Benedetto XVI, formalizzare la posizione della
Chiesa rispetto a quanto sta emergendo sulla vita privata del
Premier Silvio Berlusconi dall’inchiesta milanese sul caso Ruby. Bagnasco aprirà ad Ancona i lavori del Consiglio permanente della Cei.
Il richiamo al “dovere di adempiere con onore le funzioni
pubbliche” sancito dalla Costituzione italiana e dallo stesso
Bagnasco ricordato su Berlusconi in occasione dell’affaire
D’Addario è scontato. E’ stato ricordato dallo stesso direttore
del quotidiano della Cei ‘Avvenire’, Marco Tarquinio, in una
intervista al ‘Mattino’. “Su temi delicati come questi bisogna
saper parlare chiaro: chi ha un ruolo pubblico deve avere un corretto stile di vita”, ha detto Tarquinio su Berlusconi e il caso Ruby. E “anche in questo caso penso siano mancati disciplina e onore o, se vogliamo, sobrietà di comportamenti da parte di chi ricopre un’alta carica pubblica”. E aggiunge: “E’ chiaro che lo stesso vale per tutti coloro che ricoprono cariche, quindi anche per i magistrati che però non si devono attaccare solo perche’ fanno il loro lavoro”.
D’altra parte è stato lo stesso Avvenire, in uno dei suoi editoriali dal titolo “una lezione ai politici di oggi e di domani” a sottolineare il valore della sentenza di condanna definitiva nei confronti dell’ex Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro e della sua esecuzione immediata. “Questa sentenza -scrive Avvenire- parla al Paese, al di là dei fatti specifici per cjui è stato condannato. Oggi più che mai non ci possono essere alibi. Che la politica debba essere ‘una casa di cristallo’ è un imperativo”.
Ma non sarà solo la moralità dei politici italiani nel mirino di Bagnasco. Ma anche l’informazione. “Sono un prete stufo di fango” era il titolo dell’editoriale di apertura ieri del quotidiano della Cei, che partendo dall’ultima puntata di Annozero, puntava il dito contro “la satira che ferisce”. “Finalmente – si legge- il giorno dopo scopro che qualcuno in Rai si è indignato. Spero solo che ora Santoro, Vauro o altri che qui non sto a dire, non si mettano a fare le vittime. E ci siano invece in tanti a farsi sentire e dire, senza ridere, che non si può continuare a infangare impunemente i preti, onesti cittadini dell’Italia e del mondo”.
Aqu-tor
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