Sacro Monte, luogo da vivere

Monsignor Villa: «Quest’energia misteriosa e mirabile è da condividere con gli altri»

Per il Sacro Monte è l’Anno della Misericordia e della rinascita. ha colto molti “segni” positivi che oggi fanno del nostro patrimonio Unesco un’eccellenza che, con la bella stagione, può essere vissuto h24.

Per capire come il nostro patrimonio Unesco stia vivendo una stagione più che positiva basta guardare ai numeri. Dall’inizio del Giubileo della Misericordia fino a metà giugno sono transitate attraverso la Porta Santa del sacro Monte di Varese oltre 30 mila persone, appartenenti a quasi 350 gruppi organizzati e altri 40 si sono già annunciati, a cui vanno aggiunti i singoli pellegrini che tutti i giorni percorrono la via Sacra. «Il giubileo della misericordia, inaugurato a metà dello scorso dicembre, continua ad attirare molti pellegrini in Santuario, molti penitenti al confessionale, molti fedeli alle celebrazioni organizzate dalle rispettive parrocchie o realtà ecclesiali», spiega l’arciprete del Sacro Monte, monsignor Erminio Villa. Frequentato dalle sette al mattino alle sette di sera, ora che è arrivata la bella stagione e il Festival «Tra Sacro e Sacro Monte», anche di notte. «In estate, ecco nuove proposte teatrali, offerte non tanto come passatempo di stagione, ma come studio dell’animo umano in cui si dibatte da sempre la lotta tra peccato e grazia, con l’esito vittorioso di quest’ultima, quando si cede alla forza attrattiva della divina misericordia fatta persona, Cristo “il volto misericordioso del Padre” – dice l’arciprete del Sacro Monte, monsignor Erminio Villa – Anche con le parole degli attori, che interpretano testi di autori famosi, c’è modo di testimoniare sulle piazze del mondo che la misericordia spalanca le porte al futuro, aiutandoci a intraprendere un nuovo cammino piuttosto che rivangare il passato segnato da fallimenti». Il futuro del Sacro Monte è splendido. «Questa energia misteriosa e mirabile, accolta come dono, possiamo parteciparla ad altri, nell’essere misericordiosi c’è la vera beatitudine – aggiunge – Organizzandosi per tempo, una sera al Sacro Monte può essere occasione per una cena in compagnia, una interessante visita guidata alla cripta (tra le 19.30 e le 20.30), una benefica sosta in Santuario, passando dalla Porta Santa (aperta fino alle 21.00) e uno spettacolare evento teatrale, davanti ad un indimenticabile crepuscolo estivo; o un raffinato concerto d’organo e – per i più arditi – una salutare camminata a piedi». Luogo non solo da percorrere ma da vivere e che regala momenti diversi: spirituali, culturali, culinari e d’intrattenimento. Tutto questo non è frutto di un miracolo, ma di una serie di iniziative che rendono oggi il borgo un’eccellenza. «Penso ai lavori di restauro, nel sottosuolo del Santuario, che dal mese di novembre ci hanno permesso di scoprire – nella zona della cripta – il nucleo frontale della fede in questo territorio, le cui tracce risalgono al V-VI secolo – sottolinea – Da Pasqua possiamo ammirare la basilica della Madonna in tutto il suo splendore, che nei secoli si è arricchito per mano di vari artisti ed è stato riportato alla bellezza originaria, con gli ultimi lavori di riqualificazione: sulle volte, nella cappella delle beate e nell’atrio di ingresso».