«Sarà l’anno di Polonara Frates? Scelta perfetta»

Werther Pedrazzi è uno dei motivi per cui vale ancora la pena di andare in edicola, comprare il giornale, metterselo sottobraccio per leggerlo a casa dopo aver bevuto un caffè come si deve.

Uno di quelli che se lo leggi da bambino sogni di fare quel mestiere lì ma ti rendi conto che non sarai mai bravo come lui.

Werther scrive di basket sulle pagine del Corriere della Sera, e parlare con lui di giocatori e palloni che rimbalzano regala un piacere sottile. «Ogni anno – dice – mi accorgo che l’alba successiva alla prima giornata di campionato è il momento del qualunquismo e delle frasi fatte. Chi perde dice che c’è tempo e la stagione è lunga, chi vince dice che il buongiorno si vede dal mattino: detto questo, stanno meglio quelli che vincono».

Facciamo le carte a quel che sarà: «Se volete sapere quel che sarà, ve lo dico: sarà il campionato delle motivazioni».

E allora ecco che entra in gioco la nostra Varese, che proprio sulle motivazioni ha scommesso ad occhi chiusi: «Per la Cimberio sarà impossibile ripetere la scorsa stagione, perché i due interpreti principali se ne sono andati: però la squadra di Frates ha un valore aggiunto particolare, che secondo me risponde al nome di Polonara. Sono di parte e non mi nascondo dietro a un dito: faccio il tifo per i giocatori italiani e secondo me Achille è chiamato alla stagione della conferma definitiva. Non tradirà».

Solo Polonara, quindi? «Ma va: attorno a lui ci sono delle certezze consolidate, per le quali sarei pronto a mettere la mano sul fuoco. Certezze che hanno il nome di Ebi Ere, che mi pare sia già entrato in clima campionato dopo aver balbettato in Supercoppa. La certezza di Coleman che a mio avviso sarà il giocatore più bello e spettacolare del campionato».

E poi, Frates. Perché Pedrazzi lo conosce bene per davvero: «I giocatori devono avere una grandissima intelligenza, per lavorare con lui. Fabrizio è una persona che fuori dal campo riesce a essere splendida, il migliore dei compagni per una cena a parlare di tutto: ma dentro il campo è un sergente di ferro che può diventare insopportabile per i suoi carichi di lavoro, per la sua intolleranza agli errori. Ma se i giocatori capiscono che il suo modo di essere in palestra è votato a un unico Dio chiamato squadra, ecco che allora si possono esaltare».

Perché Varese ha puntato su di lui: «Perché Varese è una squadra senza stelle da gestire, ma con giocatori da stimolare. Una squadra con margini di miglioramento pazzeschi, da far venire fuori con il lavoro. Ed ecco che allora Frates è l’allenatore giusto al posto giusto: e la vittoria con Reggio non è stata casuale, perché è stata una vittoria “alla Frates”».

Varese

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