BUSTO ARSIZIO Giro di schiave del sesso cinesi sventato dalla polizia: un arresto anche a Busto Arsizio. L’indagine è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Ravenna e ha preso l’avvio nel 2010 da un bigliettino con un indirizzo trovato addosso ad un cliente coinvolto in altra inchiesta.
In oltre due anni di indagine il sostituto procuratore ravvenate Isabella Cavallari, ha ricostruito un giro di lucciole radicato in quattro regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Tre gli arresti eseguiti oggi su ordinanza di custodia cautelare: uno a Ravenna, uno a Milano e uno appunto a Busto Arsizio dove gli investigatori della mobile varesina hanno rintracciato una delle tenutarie del giro, una donna cinese di mezza età.
Stando a quanto appreso sinora i bordelli venivano chiamati in gergo negozi: le ragazze erano tutte cinesi, spesso invitate in Italia con il miraggio di un lavoro pulito, poi rinchiuse negli appartamenti senza soldi e spesso senza conoscere l’italiano come vere schiave del sesso. Le prestazioni costavano ai clienti dai 30 agli 80 euro con una media di dieci visitatori al giorno.
S. Car.
f.artina
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