Erice, 20 ago. (TMNews) – Oltre 40 scienziati provenienti da tutti i Paesi del mondo si incontrano in questi giorni a Erice, in provincia di Trapani, al Centro di Cultura scientifica “Ettore Majorana” in occasione della 44esima edizione dei Seminari internazionali sulle Emergenze Planetarie. Un appuntamento importante, durante il quale si sono affrontate tematiche legate al surriscaldamento del pianeta, e alla mancanza dell’acqua in particolari zone del globo, ma che soprattutto giunge a pochi mesi dal disastro della centrale nucleare di Fukushima, che dopo 25 anni dall’incidente di Chernobyl ha posto di nuovo al centro dell’attenzione la delicata questione della produzione di energia nucleare.
Padrone di casa il professor Antonino Zichichi, presidente del Centro Studi, che ribadendo la sicurezza delle centrali nucleari, intervistato da TM News ha rivolto un appello affinché l’ambito scientifico nucleare resti fuori da certi giochi di potere economici. “Sbattiamo fuori tutti i raccomandati politici dalla tecnologia nucleare – ha detto Zichichi -. Chernobyl e Fukushima sono conseguenze che temevano i padri del progetto Manatthan. Quando questa tecnologia, che aumenta la potenza dell’uomo di un milione di volte, va sul mercato, si rischia grosso. Perché non è più scienza rigorosa in mano a scienziati, ma è tecnologia in mano alla violenza politica ed economica. La tecnologia nucleare è la più sicura al mondo per la produzione di energia”.
In un periodo caratterizzato dalla forte crisi dei mercati internazionali, poi, Zichichi ha sottolineato come quella economica e finanziaria rientri a pieno titolo “tra le emergenze planetarie”. “C’è poca scienze nelle attività delle finanze – ha spiegato Zichichi -. L’unica cura in questo caso non è un’invenzione, ma sono le leggi. Certo sarebbe formidabile se la scienza entrasse nella vita di tutti i giorni, perché ciò risolverebbe un mare di problemi”.
Xpa
© riproduzione riservata










