Giornata difficile per chi viaggia a causa dello sciopero generale di 24 ore proclamato dall’Usb, l’Unione Sindacale di Base, che sta interessando il settore dei trasporti in tutta Italia.
La mobilitazione, indetta per il 18 maggio, è stata annunciata dal sindacato come adesione all’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla contro la guerra, il riarmo e il conflitto in Palestina. Nella nota diffusa da Usb si parla della necessità di “un salto di qualità nella mobilitazione” contro quella che viene definita “economia di guerra”.
Treni a rischio e cancellazioni
Lo sciopero coinvolge il personale del gruppo Ferrovie dello Stato dalle 21 di domenica alle 21 di lunedì. Fs e Rfi hanno avvertito che la protesta potrebbe provocare modifiche alla circolazione ferroviaria anche prima dell’inizio e dopo la conclusione dell’agitazione.
Nelle prime ore della mattinata sono stati segnalati numerosi disagi soprattutto a Milano. Alla stazione Centrale e a Porta Garibaldi risultavano cancellati circa quindici treni regionali tra le 7.30 e le 9.15. Problemi anche sulle linee dirette a Como, Lecco e Ponte San Pietro, aggravati da un guasto tecnico nella stazione di Milano Greco Pirelli, con ritardi superiori ai 30 minuti e diverse corse soppresse.
Regolare invece il collegamento diretto tra Sondrio e Milano Centrale, così come, almeno nelle prime ore, le tratte nazionali a lunga percorrenza.
Lo sciopero interessa Trenitalia, Trenord e Italo. Restano attive le consuete fasce di garanzia, previste dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21, con alcuni collegamenti assicurati e consultabili sui siti delle compagnie ferroviarie.
Possibili disagi anche per metro, bus e taxi
La protesta potrebbe avere ripercussioni anche sul trasporto pubblico locale, con possibili rallentamenti o riduzioni del servizio per autobus, tram e metropolitane nelle principali città italiane. A Milano, al momento, la circolazione delle linee metropolitane risulta regolare, senza particolari criticità segnalate.
Lo sciopero potrebbe inoltre coinvolgere taxi e caselli autostradali, con possibili rallentamenti alla viabilità.
Le motivazioni della protesta
Usb spiega che la mobilitazione nasce dalla volontà di opporsi alla guerra, al riarmo e al coinvolgimento economico e industriale dell’Italia nei conflitti internazionali. Il sindacato chiede inoltre maggiori investimenti su salari, welfare, sanità, scuola e diritti sociali.
Nel comunicato, l’organizzazione sindacale sostiene che i lavoratori debbano poter rifiutare attività collegate alla produzione o alla movimentazione di materiali destinati alla guerra, invitando a “fermare il Paese contro guerra, riarmo e repressione”.













